Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1999
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Arianna Arisi Rota
sapere cosa precisamente si trattava nelle loro sospette conversazioni ) ma, come già era avvenuto a Genova, Trecchi si espose con alcuni discorsi arditi tenuti in un'abitazione privata: parlò del malcontento esistente nel Lombardo-Veneto, dove gli austriaci avrebbero potuto ancora per poco comprimere con la forza l'opinione che andava diffondendosi ogni giorno di più in Italia, e che avrebbe finito per trionfare,50) La sua partenza da Firenze gli evitò un richiamo da parte del governo che, secondo il rapporto citato, aveva deciso di intimargli il silenzio, pena l'obbligo di lasciare la città-Terza tappa di questo serrato itinerario: Bologna. Qui Trecchi, Confa-lonieri e Pecchio si trattennero solo due giorni, dal 4 al 6 gennaio 1821,51) durante i quali la loro attività, controllata in seguito agli episodi di Genova, non destò particolari sospetti.52) La loro guida in città non fu tuttavia una personalità sconosciuta alle autorità pontificie, bensì quel conte Cesare Bianchetti che già in passato, insieme al principe Ercolani e al conte Agucchi, era stato segnalato al governo come fautore di piani di riforma e aderente a rette rivoluzionarie. Se i sospetti passati erano stati fugati,53) un po' diverso era tuttavia il tenore di un successivo rapporto sul soggiorno bolognese inviato a Strassoldo dalla legazione austriaca a Roma: pur non essendovi ancora notizie certe sui movimenti e gli incontri che i tre avevano
ASMi, Processi Po/itici, b. 34, rapporto in francese da Firenze, 9 gennaio 1821.
5D Vd. anche FULVIO CANTONI, 1/passaggio di Confa/o uteri per Bologna nel 1820-21 e il carteggio Tassoni-Rango ne, in l moti del 1820 e del 1821 nelle carte bolognesi, Bologna, Zanichelli, 1923, pp. 93-196. Dai registri non risultava la presenza in città di Pecchio.
*9 II cardinale Spina, in una lettera riservata al cardinale Consalvi del 16 febbraio 1822, scriverà; Io avea già da Genova qualche sentore di questi viaggiatori milanesi, e so che in quell'epoca procurai di scuoprirc quali propositi aveano tenuti, e quali idee avessero esternate; e ben mi sovvengo che poco o nulla potei raccogliere, anzi, gli risultò che i tre applaudissero al saggio partito dei bolognesi di tenersi ben lontani da variazioni e riforme dì governo (ASMi, Processi Politici* b. 34).
* Cosi ancora il cardinale Spina a Consalvi: Dovetti io allora rendere giustizia a questi tre Cavalieri, e far conoscere che lontani dall'aver parte in progetti rcvoluzionarj mi aveano anzi prestati degli utilissimi ajuti per conoscere tutte le tracce e troncarne le fila ... (ibidem). l conte Cesare Bianchetti (gjà barone del Regno italico, ciambellano viccreale e podestà di Bologna, in missione con fl conte Agucchi al congresso di Vienna per chiedere che le Romagnc, anziché restituite al Papa, venissero aggregate al J imbardo-Veneto) sarebbe stato tra i protagonisti del governo provvisorio bolognese del 1831, all'interno del quale avrebbe tenuto il portafoglio degli Esteri. Sarebbe poi tornato in luce nell'agosto 1848, in qualità di vice-legato alla presidenza del Comitato di guerra , spinto all'azione da circoli e dai fogli democratici (vd. A. BERSELLI, Movimenti politici a Bologna dal 1815 al 1859, in Convegno di studi sul Risorgimento a Bologna e nell'Emilia, Bologna, 1960 e 0 NATALI, Cronache bolognesi del Quarantotto, Bologna, 1934).