Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <535>
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Contributo per una biografia di Sigismondo Trecchi (1780-1850) 535
fatto nella città pontificia, il contatto con il conte Bianchetti dovette sem­brare sufficientemente significativo, per le estensissime relazioni, che Egli ha a Milano con quelle massime che facevano la Corte al Principe Euge­nio. Bianchetti veniva anche definito pronunciato amico del Governo passato, ovvero, del Regno napoleonico, ma era tuttavia stimato troppo cauto e circospetto per farsi coinvolgere in turpi brighe senza che i tempi fossero maturi.54)
In mancanza di dati sull'effettivo ruolo svolto da Trecchi nei viaggi degli amici ruolo di copertura, intermediario presso influenti personalità straniere, soprattutto esponenti dell'aristocrazia liberale inglese quanto sin qui detto testimonia la fama di individuo dalle idee liberali,55) insoffe­rente del governo austriaco, che Trecchi si era guadagnato con i suoi viaggi, le sue frequentazioni e, non ultimi, alcuni discorsi fatti in abitazioni sì private di Genova e di Firenze, ma dove plausibilmente potevano esservi anche orecchie non amiche. Il tenore delle lettere a ConfaJonieri, poi, rivela una personalità che per generazione e per cultura56) si sentiva attratta dal modello parlamentare inglese, che si compiaceva dello sventato pericolo reazionario nella Francia di Luigi XVIII e che seguiva con attenzione le tappe della lotta per l'indipendenza in America Latina. Le sue strette amici-
M) ÀSMi, Processi Politici, b. 35, Strassoldo al Presidente della Commissione speciale di prima istanza, Della Porta, Milano, 11 marzo 1822.
55 Già il 30 aprile 1821, in una lettera da Milano a Gino Capponi, Confalonicri scri­veva: Trecchi è qui, ma ogni giorno in mille guise molestato dalla polizia, ma inutilmente per nuocergli {Carteggio Confalo m'eri cit., voi. 11, p. 424). Nella stessa lettera aggiungeva: Riceverai il Conciliatore: la Contessa Nava e saldata (pp. 424-425).
M) n singolare che Trecchi, pur avendo condiviso gcncrazionalmcnte l'esperienza del periodo napoleonico e, seppur per pochi anni, anche quella di funzionario con Pccchio ed essendo in rapporti di stretta amicizia con personalità culturalmente impegnate come Foscolo, Manzoni, Berchet e con tutto il gruppo del Conciliatore non abbia utilizzato lo strumento pubblicistico o mcmorialistico. Le sue letture dovettero essere ampie ma non troppo meditate ( il nostro antico amabile librisla , lo definiva affettuosamente Confalonicri in un lettera a Gino Capponi del 12 novembre 1839, in Memorie e lettere, pubblicate per cura di Gabrio Casati, 2 voli., Milano, IToepli, 1890, voi. II). In lui, rispetto alla riflessione politico-letteraria, fini per prevalere l'inclinazione ad un attivismo un po' superficiale e dispersivo che lo portò a condividere ma a non approfondire le esigenze e le contraddizioni della classe sociale cui apparteneva, e che tuttavia finirono per connotarne fortemente la personalità. Esponente dì un patriziato che si. stava imborghesendo, Trecchi sembra infatti conservare tratti settecenteschi, come la vita condotta senza legami familiari, un po' liber­tina, mescolati tuttavia ad atteggiamenti tipicamente romantici