Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <537>
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Contributo per una biografia di Sigismondo Trecchi (1780-1850) 537
femminile, molte non firmate. Una in particolare, datata 1 settembre 1821 e firmata Madame Fortunata Hanine, colpisce per il tono nostalgico nei confronti di Napoleone (Cher ami quelle catastrophe que cette mort de PEmpereur elle a révélé toute la passion que nous conservions pour cet immortel, Pesperance était au fond des ames tant qu'il a vecu, il était là, donc tout était possible) e per alcuni passaggi sul carattere degli italiani, con chiaro riferimento al fallimento dei moti piemontesi: Vos italiens que je croyois en masse bons, vifs, spirituels et naturels, ont des langues enve-nimées. Ils feroient mieux déguiser leur sabre que leur caquet. Tout est espions et espionnes [...] Le courage seul a manqué, Poccasion était unique, l'affaire accomplie, on a ouvert la main pour laisser tomber le succés.63) Anche se si trattava soltanto delle parole di un'esaltata ammiratrice, chi scriveva sembrava dare per scontata la condivisione dei propri sentimenti da parte di Trecchi, il che non era poco.
A quel punto gli inquirenti dovevano saperne di più. Il 19 dicembre, cinque giorni dopo l'arresto, una lunga nota informativa della Direzione generale di Polizia così rispondeva a questa esigenza: Il giovane Sigismon­do Trecchi assistito da lauti mezzi di fortuna e a se stesso abbandonato senza alcun impegno di famiglia, presentossi nella società sotto l'aspetto di giovane galante anzicché sotto quello di uomo di Scienze e cultor dei principi del secolo .64) In queste prime righe di presentazione c'era in effetti molto di Trecchi, o meglio, del Trecchi pubblico, uno scapolo con un ricco patrimonio di famiglia che all'impegno culturale aveva preferito quello mondano. Vago però di non essere considerato affatto inutile al mondo si dedicò alla lettura dei libri del giorno e prese interessamento a quella dei fogli stranieri che molto materiale e specialmente i Francesi e gli Inglesi framistano alla conversatone degli uomini da caffè, proseguiva il ritratto non senza una punta di ironia su di una cultura esterofila adatta alla con­versazione da caffè.
Quanto alle sue amicizie e frequentazioni, esse erano tutte all'interno del gruppo di coloro che erano segnati dalla pubblica opinione col vago titolo di liberali: Confalonieri, Pecchio, Borsieri, Berchet ed altri. I viaggi a Londra e a Parigi, poi, avevano certo alimentato la sua fama di liberale. Tuttavia, era il commento della polizia, si era sempre trattato di estrinse­che apparenze, mai di fatti, e neppure i soggiorni a Genova e a Firenze,
<) ASMi, Processi Politici, b. 30. <*> M, b. 30, n. 167.