Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <538>
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Arianna Arisi Rota
pure compiuti in mesi assai sospetti, avevano potuto recare prove definitive sul suo orientamento politico.65)
Eppure, un fatto si era verificato e sarebbe servito agli inquirenti come il perno intomo al quale condurre gli interrogatori* Trecchi aveva acquistato i beni di Giuseppe Pecchio con un contratto stipulato in pros­simità della rivolta del Piemonte,66) e, fatto ancor più aggravante, con persona che vi prese dappoi una parte assai attiva. Il sospetto che ne derivava a danno di Trecchi era che si fosse trattato di una vendita fittizia, e pertanto fraudolenta, fatta al solo scopo di salvare dalla confisca i beni di Pecchio, qualora questi avesse riparato all'estero, come poi era effettiva­mente avvenuto.
Il primo esame di Trecchi si svolse il 27 dicembre.. Gli venne inizial­mente chiesto conto delle lettere sequestrategli il giorno dell'arresto, e se avesse mai scritto a qualche suo corrispondente di affari politici, in particolare dell'infelice esito che ebbero le imprese dei Rivoltosi del Pie­monte .67) Con le sue risposte, Trecchi volle separare le proprie opinioni da quelle delle sue corrispondenti straniere e italiane, e diede spiegazioni plausibili per alcune delle frasi scriminate.68)
65J Va tuttavia segnalato che in una noia del 23 dicembre 1821, quando Trecchi si tro­vava in carcere, la Commissione speciale inquirente si dichiarava persuasa che durante un loro soggiorno a Firenze dell'estate 1820, Trecchi e Pecchio avessero avuto contatti con alcuni liberali fiorentini allo scopo di far dei proseliti liberali per portare l'Italia tutta ad un governo costituzionale ed indipendente (ASMi, Processi Politici, b. 32, n. 177).
* H contratto recava la data del 16 gennaio 1821, ed era con ogni probabilità stato retrodatato per sfuggire alla confisca dei beni di coloro che si erano allontanati in Piemonte (notificazioni del 25 marzo e dcll'8 aprile 1821),
67) ASMi, Proassi Politici, b. 88, Costituti del Bnc Sigismondo Trecchi, fase. 1, inedito. Fu soprattutto la citata lettera di Madame Hanine a destare sospetti sugli orientamenti politici di Trecchi, il quale tuttavia si difese sostenendo che la scrivente non fosse del mio sentimento rispetto alla rivoluzione del Piemonte .
68> 1 /attenzione degli inquirenti era stata attirata anche da un passo di una lettera del 1 luglio 1821 della contessa Giuliana Gaffarelii, la moglie dell'ex ministro della Guerra del Regno italico, la quale consigliava a Trecchi di tranquillizzarsi Chiestogli il motivo della sua afflizione, Trecchi spiegò: Bisogna che mi sia presso di lei lagnato idei! disonore che avevano fatto alla nazione Italiana i Napolitani, ed ì Piemontesi, e che io [f le abbia manifestato il mio rincrescimento perché m'era esposto più degli altri, essendo solito di passar la maggior parte della mia vita al di là delle Alpi (ibidem)* Similmente, a proposito di tuia frase nella lettera dell'inglese Olivia Kinnaird (continuamente passano reggimenti per Roma, e certamente cosa malinconica), spiegò: Avrà forse inteso di parlare delle Truppe Austriache ch'essa forse non ama, ma io non sono responsabile dell'opinione altrui (ibidem).