Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <539>
immagine non disponibile

Contributo per una biografia di Sigismondo Trecchi (1780-1850) 539
Successivamente, le domande degli inquirenti si spostarono sul suo rapporto con Pecchio: Ho relazioni di molti anni di amicizia, e di essergli quasi coetaneo , fu la risposta. Interrogato poi sui più recenti movimenti di Pecchio, Trecchi disse di crederlo in Spagna e che avesse lasciato Milano alla fine dell'ultimo Carnevale. Ovviamente, le lettere che Pecchio aveva continuato ad inviare a Trecchi dall'esilio, in particolare dalla Spagna, fu­rono oggetto di alcune domande: non contenevano alcuna cosa contro il Governo, sostenne Trecchi, peccato che le avesse bruciate e non potesse dimostrarlo...
Il giorno 28 si svolse un secondo esame, ancora incentrato sulla figura di Pecchio, sulle sue amicizie, sulle sue opinioni,69) sui suoi mezzi di sussi­stenza. Le risposte di Trecchi furono sempre generiche. Interrogato poi sui suoi rapporti con Confalonieri, se ne dichiarò amico e disse di ignorare le cause del suo arresto. Quanto al comune soggiorno a Firenze e a Bologna,
10 descrisse come un casuale incontro di ben diverse esigenze: D viaggio è stato fatto dal Pecchio per vedere la Toscana ch'egli non aveva mai veduto.
11 Confalonieri lo fece a mio credere per le relazioni che aveva colla Princi­pessa Jablonovsky. Motivazioni innocue e plausibili che potevano rassicu­rare gli inquirenti, i quali insistettero tuttavia per conoscere la natura dei discorsi politici fatti o sentiti a Firenze. Ma le domande più stringenti tornavano sempre alle idee politiche di Pecchio e di Confalonieri, che Trecchi definì genericamente liberali. Lo posso dire spiegò perché quando cadeva il discorso sulla Costituzione d'un Paese, come per esempio dell'Inghilterra, della Francia, e forse anche della Spagna, essi si mostravano propensi per il sistema costituzionale, ma in quanto alla costituzione della Spagna convenivano anch'essi nel mio parere, che questa non può sussi­stere. Quanto ad un eventuale desiderio di Pecchio e Confalonieri per l'introduzione del sistema costituzionale in tutti gli Stati dell'Italia, e se­gnatamente nella Lombardia, Trecchi rispose di avere notato in loro un desiderio vago , ma di non poterlo dire con certezza.
Il secondo lungo interrogatorio, tutto gestito da Trecchi all'insegna della vaghezza e del non mi ricordo, finì per spazientire più volte i membri della commissione inquirente i quali, non credendogli, lo ammoni­
rti A questo proposito, Trecchi sottolineò il suo frequente dissenso con l'amico: noi eravamo quasi sempre di diverso parere ed avevamo quindi forti discussioni. Egli consi­derava per esempio Napoleone per un genio universale, ed io all'incontro lo ammirava solamente per le sue virtù militari; Pecchio era un amante del Romantico, ed io di Omero (ibidem).