Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
<
1999
>
pagina
<
540
>
540
Arianna Arisi Rota
rono di essere sincero nelle sue deposizioni, dai momento che lo ritenevano più informato di quanto non volesse dare a vedere.70)
L'esame si chiuse con l'affare della vendita dei beni di Pecchio. Era alquanto sospetto che Trecchi avesse stipulato un contratto di tanta importanza senza conoscere il valore dei beni che il Pecchio gli vendeva, ma anche per questo Trecchi ebbe una pronta risposta: aveva agito in base al proprio carattere e alla confidenza che lo legava all'amico.
Lo stesso 28 dicembre la Commissione inquirente dovette ammettere che, nonostante i rilievi fatti sul conto di Trecchi, essi non erano ancora sufficienti per aprire l'inquisizione speciale, pertanto proponeva che le misure di custodia politica cessassero immediatamente.71)
In questa prima fase, le indagini avevano evidentemente inquadrato Trecchi più come un veicolo per verificare le responsabilità di Confalonieri e di Pecchio (il quale era tuttavia in salvo all'estero) che come un soggetto attivo della trama cospirativa. La sua vicenda, a partire dalla decisione di arrestarlo, venne descritta da Strassoldo a Metternich come esempio di una controproducente strategia repressiva la quale, lungi dal pervenire a indìzi legali certi, aveva finito per fare di alcuni arrestati degli eroi Era stato, in un certo senso, proprio il caso di Trecchi, arrestato quando invece si era chiesto solo di sorvegliarlo, e il cui rilascio lui a valu l'honneur d'un triomphe; il a été complimenté méme par des gens d'une croyance politique differente .7?>
La seconda fase del coinvolgimento di Trecchi nella stagione processuale si aprì il 6 luglio 1822, con un ordine di arresto che lo raggiunse nel pomeriggio nella sua abitazione in via Bigli. Nei primi mesi del 1822, si è visto, l'attenzione su Trecchi non era calata: i suoi movimenti rimanevano sorvegliati ed i suoi viaggi, del 1820-21 erano oggetto di richieste di informazioni aggiuntive, quasi gli inquirenti volessero recuperare particolari sfuggiti al primo controllo. Tra le lettere sequestrategli in coincidenza con il
70) Anche a proposito del molo avuto da Pecchio, dal marchese Benigno Bossi e dal generale De Mcester a Torino durante i moti, Trecchi fu molto vago: Ho inteso che Pecchio gridava nei Caffè di Torino in senso costituzionale , informazione che gli arrivava da dei giovani addetti all'ambasciata russa, che si etano trovati a Torino all'epoca della rivoluzione {ibidem).
7>) ASMi, Processi Po/itici, b. 32, n. 197. Trecchi venne effettivamente scarcerato il giorno stesso.
72) Cosi Strassoldo a Metternich, 15 febbraio 1822, cit in A. D'ANCONA, Federico Confalonieri cit, p. 278.