Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <542>
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Arianna Arisi Rota
in salvo in Spagna, a differenza di Confalonieri, descrisse Pecchio come un esageratore, una testa calda die forse nei caffè di Torino aveva fatto i nomi di alcuni amici di Milano come individui disposti, all'apparire delle truppe piemontesi, a favoreggiare il nuovo ordine di cose. In questo senso, suggeriva, poteva essere stato coinvolto suo malgrado lo stesso Confalo-nieri: Pecchio potrebbe avere compromesso anche me, aggiunse con grande tempismo, ma non lo credo, perché Pecchio conosceva troppo bene il mio carattere tranquillo, ed alieno da ogni novità politica. Trecchi tornò ancora, nel corso dell'interrogatorio, sulle diversità caratteriali e di visione politica esistenti tra lui e l'amico Pecchio (Pecchio per esempio amava una Costituzione con una Camera unica, ed io invece trovava più conveniente una Costituzione fondata sopra una Aristocrazia potente, trovando che il proprietario è il più interessato alla pubblica tranquillità), ma alla fine dovette sentire che l'accusa che gli si rivolgeva era d'aver per lo appunto presa parte alla rivolta del Piemonte, e di essere concorso nel piano di istituire una Giunta, che doveva formarsi in questo paese nel momento della vicina invasione dei Piemontesi.78) A ciò si aggiungeva poi l'accusa di avere simulato l'acquisto dei beni di Pecchio.
A quel punto, Treccili ammise l'accusa meno grave: quella compra che si indicava fatta in mio nome non fu che apparente, gli venne propo­sta un giorno da Pecchio il quale, volendo viaggiare, desiderava che l'amico gli amministrasse comodamente i propri beni.
L'ammissione non servì ad allontanare da Trecchi i sospetti di essere stato a conoscenza dei progetti politici di Pecchio, e di averne parlato a Gonfalonieri.
Il 25 settembre 1822 subì un secondo, breve interrogatorio,79) durante il quale negò di essere stato a conoscenza dei preparativi per la rivolta in Piemonte, come pure del progetto milanese di istituire una Giunta ed una
1Q È interessante notare come il nome di Trecchi non compaia nella Usta dei membri del Governo provvisorio preparata da Gonfalonieri (vd. Federico Gonfalonieri aristocratico progressista cit, pp. 129-130, magia in Costituti Confatomeli cit, voi. I, pp. 108-109). Trecchi figura però tra gli elettori della Giunta {Costituti Confalonierì cit., voi. IV, a cura di A. GlUSSANl, Roma, 1956, p. 229). Questa assenza confermerebbe la test secondo cui, pur stimandolo come amico. Gonfalonieri e gli altri protagonisti dell'iniziativa non lo ritenevano uomo d'azione o d'impegno politico diretto, rispettando forse in tal modo il desiderio dello stesso Trecchi di sostenere la causa liberale a modo suo, da dietro le quinte, attraverso la rete di conoscenze straniere e le ampie disponibilità finanziarie.
" Edito in Costituti Confalonierì cit, voi. Ili, pp. 324-327.