Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1999
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pagina
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545
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Contributo per una biografìa di Sigismondo Trecchi (1780-1850) 545
ambienti liberali inglesi e quelle milanesi (Ugo Foscolo, Pecchi e Confa-lonieri erano gli amici suoi prediletti) non lasciavano dubbi sul suo orientamento politico. Era stato, si apprende, un anonimo rapporto della polizia89) ad indicarlo come uno dei triumviri liberali recatisi già sul finire degli anni 1820 in Toscana e a renderlo sospetto alle autorità. Dopo la prima scarcerazione, erano state le successive deposizioni di Confalonieri a dare ai primi vaghi sospetti che colpivano il Trecchi quella consistenza legale che lo aveva reso oggetto di inquisizione speciale. A fronte dell'assenza di prova legali, continuava Salvotti, stavano tuttavia alcuni dati di fatto: Le sue massime politiche, il suo notorio esaltamento per un sistema costituzionale, e gli imprudenti suoi discorsi contro il Governo, come il suo dispiacere per la infelice riuscita delle rivolte di Napoli e del Piemonte. Sono verità che risultano o dalle sue confessioni o dagli scritti perquisitigli o da autentici rapporti. Inammissibile, poi, era per Salvotti che Pecchio, data la stretta amicizia con Trecchi, non lo avesse messo a conoscenza dei progetti piemontesi: Fra due amici sì intimi poteva forse ricorrere un reciproco inganno?. Queste osservazioni avevano del resto ricevuto un luminoso appoggio nelle deposizioni del Conte Confalonieri.
Salvotti doveva chiudere così la sua relazione: Queste considerazioni formano a mio avviso un gruppo di tali argomenti che rendono probabilissima la compartecipazione di Trecchi ai progetti criminosi di Pecchio e di Confalonieri, epperò propongo che sia sospeso il processo per difetto di prove legali.90)
Trecchi aveva dunque dato sì di sé l'immagine di un liberale, avverso al governo austriaco in Lombardia, ma non sufficientemente impegnato e motivato per partecipare attivamente alle cospirazioni politiche: quasi che dal suo comportamento, se non da quello di altri imputati, fosse trasparito il carattere dilettantesco 91) della congiura.
**) Si tratta della delazione scritta di Cado Castilla, del marzo 1821. È edita nei Costituti Confalonieri dt, voi. IV, pp. 15-19. Castilla in realtà aveva scritto: ... fu in quell'epoca che avendo tre distinti personaggi milanesi fatto un viaggio negli Stati Sardi ed in Toscana, tornarono col progetto di trar partito dall'antica animosità dei Piemontesi verso gli Austriaci, accresciuta pei recenti rumori politici e da qualche intelligenza praticata nella Legazione di Bologna, negli Stati di Modena ed in quelli di Parma (ivi, p. 16).
w) Ibidem. Per l'accusa di truffa Salvotti aveva proposto la condanna ad un anno di carcere e al pagamento delle spese. La condanna fu invece a sei mesi di carcere, ridotti a tre in via di mitigazione con sentenza di seconda istanza dell'I 1 luglio 1823.
91) È l'opinione di Osare Mozzarelli: Già la congiura appare ai nostri occhi largamente dilettantesca, fatta com'è di molte e imprudenti parole e di pochi fatti non meramente