Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1999
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pagina
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547
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Contributo per una biografia di Sigismondo Trecchi (1780-1850) 547
monia quanto nel 1828 il Direttore generale Torresani scriveva al Presidente del Governo: [...] militando anzi contro il Trecchi il manifestato animo costantemente contrario all'attuale felicissimo sistema anche dopo la sua liberazione. A Vostra Eccellenza non è ignoto di quali imprudenze ne* suoi discorsi e ne' suoi scritti egli si tenda colpevole anche attualmente, e con quale avidità egli avvicini tutti li forestieri Inglesi e francesi, che qui giungono e puzzano di liberalismo.9) Questo atteggiamento era destinato a durare ancora a lungo. Nel 1838, infatti, l'istanza di Trecchi di poter recarsi ai mercati nel Ducato di Parma e Piacenza per i suoi affari cioè, come egli stesso specificava, per seguire la compravendita di alcune derrate fu parzialmente accolta con il rilascio di un passaporto valido non per i sei mesi richiesti, ma tutt'ai più, per pochi giorni pel Piacentino.9)
Del tutto sfavorevole fu invece il parere sulla richiesta di un passaporto per la Svizzera, la Francia e l'Inghilterra, presentata da Trecchi nel maggio seguente, giustificando il viaggio in Svizzera con la necessità di cure termali e quello in Francia e in Inghilterra con l'acquisto di alcune macchine agrarie che intendeva introdurre nei territori lombardi per suo vantaggio particolare, e per quello del Pubblico: il carattere e l'animo di questo individuo , fu il tempestivo e secco giudizio delle autorità di polizia, nelle sue politiche tendenze non è punto cangiato, né apparisce più prudente il suo contegno. Quanto al viaggio in Francia e in Inghilterra, poi, non vi erano dubbi: esso aveva tutt'altro scopo che di far acquisto di macchine a miglioramento dell'agricoltura, cosa di cui egli non si è giammai occupato .9S)
Dieci anni erano ormai trascorsi dal rapporto Torresani, e più di quattordici dall'assoluzione per le accuse mossegli: tuttavia, per le autorità milanesi i movimenti e, soprattutto, gli scopi di Trecchi restavano ancora fortemente sospetti. Si trattava forse di un'ostinazione che derivava dal non essere riusciti a suo tempo a far condannare un sospettato eccellente. Certo, ben diverso punto di vista maturò in proposito Mettemich il quale, il 13 settembre 1838, trovandosi a Milano per l'incoronazione di Ferdinando I, trovò il tempo di scrivere a Hartig per chiedergli un parere sull'accoglibilità della richiesta di Trecchi. Dal canto suo, confessava il cancelliere, non aveva
*>> Rapporto del 22 maggio 1828 eit
") ASMi, Presidenza di Governo, b. 223, istanza di Sigismondo Trecchi dell'aprile 1838 e rapporto di Polizia a Hartig del 2 giugno 1838. Un rescritto presidenziale del 28 agosto 1837 aveva confermato il divieto sovrano di rilasciare a Trecchi passaporti per l'estero.
9*9 Ivi, istanza del maggio 1838 e cappotto di Polizia del 2 giugno 1838.