Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1999
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Arianna Arisi Rota
mai attribuito al divieto di espatrio alcuna utilità: se infatti poteva essere prudente non consentire ad un giovane di viaggiare dans des pays où il pourrait gater ses principes , una simile precauzione era superflua nel caso di un uomo in età avanzata come Trecchi.99)
L'autorevolezza del parere ed il buon senso che ne traspariva, condiviso in pieno da Hartig, fecero si che il 26 dicembre 1838 venisse tolto il vincolo del permesso sovrano per i viaggi all'estero: da quel momento Pc avidità di Trecchi per il contatto con il mondo al di là delle Alpi, tanto a lungo contenuta, non ebbe più freno.
Nel corso degli anni '40 Trecchi visse tra Parigi e Londra: delle sue frequentazioni ci resta notizia attraverso la corrispondenza degli amici di sempre, Confalonieri e Manzoni Nella capitale francese, dove Confalonieri lo raggiunse dopo la liberazione,1011) Trecchi era ormai ben inserito nei cìrcoli orleanisti e legatissimo con Thiers ;101) a Londra ebbe modo di conoscere Gladstone, presentato da una lettera di Manzoni.102!) L'amicizia con Manzoni, soprattutto, continuò anche a distanza:103) a Parigi Trecchi ne curava lo smercio delle opere presso il libraio Baudry, mentre dai librai londinesi gli procurava i libri desiderati. Nel eorso dei suoi brevi soggiorni
w> Ivi, Mettemich a Hartig, 13 settembre 1838. Trecciti aveva allora cinquantotto anni
IOO) vd. Carteggio Confalonieri cit, voi. Ili, p. 919, lettera da Algeri a Gino Capponi, 16 marzo 1839 ( Io sarò qui ancor per poco, poi a Marsiglia infino al principiar di maggio, poi dovrò far ritorno a Parigi ove ho già convegno con Ticchi).
wi) Dalla lettera a Luigi Porro Lambcrtenghi del 14 ottobre 1839, Carteggio Confalonieri cit, voL III, p. 973.
io?) Nella lettera a Gladstone, datata 5 maggio 1845, Manzoni scriveva tra l'altro: Tutti i miei amici conoscono la mia venerazione pei Lei, e la sua bontà pei me. Il più antico di questi., il Sig. Barone Trcchi, col quale, da più di tientacinque anni, andiam d'accordo su molte cose, e disputiamo su alcune, ma sempre con la più intima confidenza, vuol profittale di codesta bontà, per acquistate l'onore della di Lei conoscenza. Io spero ch'Ella vorrà perdonarmi la libertà che mi prendo di presentarglielo con questa lettera; anzi ho fiducia che le qualità del mio amico mi faranno ottener da Lei meglio che un perdono (A. MANZONI, Tutte le lettere, a cuia di CESARE ARIETI, Milano, Adclphi, 1986, tomo III, p. 1216).
i0Sì Proprio alla luce della duratura e piofonda amicizia con Manzoni, Stefano Stampa {Alessandro Manzoni cit., pp. 190-192) ha contestato il giudizio negativo dato da Cesare Cantù su Trecchi: ne // Conciliatore e i carbonari Cari tu lo aveva infatti liquidato in poche righe, definendolo un coltissimo signore, dedito a tutti gli escici'/} cavallereschi e a quel leggere indefinito, che toglie il pensare da sé e il cercare da interno impulso le ispirazioni, surrogando a quella pigrizia di spirito che si satolla di idee importate, e ch'c più nocevolc perché ha la sembianza di lavoro (pp. 172-173).