Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Napoli. Storia della filosofia. Secolo XIX
anno
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1999
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pagina
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551
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FRANCESCO TRINCHERÀ NELLA CULTURA NAPOLETANA DEL SUO TEMPO*
Il venticinquenne ex seminarista e, con tutta probabilità, già ex sacerdote Francesco Trincherà ostunese, come teneva a precisare significativamente nel titolo, pubblicava nel 1834 per i tipi della Stamperia Filantropica della capitale le sue Poesie, reduce da un triennio d'insegnamento d'italiano e latino nel seminario di Brindisi ove infermossi per l'aere maligno e letale a cui l'alma avara e il vii guadagno degli antichissimi fondatori di quell'illustre città non avevano fatto evidentemente attenzione, e rientrato nella sua patria ridente, donde, senza che se ne possa sapere di più, si età trasferito a Napoli, come testimoniano osservazioni e spunti
* La presente nota prende origine da un'iniziativa del comune di Ostuni, l'importante città vescovile di Terra d'Otranto, oggi in provincia di Brindisi, dove il Trincherà nacque nel 1810. Essa lascia programmaticamente all'altrui competenza specialistica la produzione per la quale il Nostro è ancor oggi largamente noto, e cioè quella archivistica e diplomatica, derivante dalla nomina a sovrintendente generale degli archivi delle provincie napoletane, ottenuta nel 1861 nell'atmosfera di renovatìo suscitata dal De Sanctis e mantenuta fino alla morte, nel 1874, quale prologo della costituzione della società napoletana di storia patria e della fondazione del relativo Archivio storico per le province napoletane, procurate entrambe nel 1876, con sullo sfondo il plebiscito politico e culturale della Sinistra al potere, da Giuseppe de Blasiis (si segnalano in proposito, oltre a numerosi scritti minori, che cominciano ad apparire già nel 1862, tre opere monumentali, il Syllabus graecarum membranarum, del 1865, il Codice aragonese o sia lettere regie, ordinamenti ed altri atti governativi de* sovrani aragonesi in Napoli riguardanti l'amministrazione interna del reame e le relazioni all'estero, in due volumi in tre tomi pubblicati tra il 1866 ed il 1870, e Degli archivi napolitani: relazione a S.E. il ministro della pubblica istruzione, del 1872). A cultura del titolo dovrà dunque intendersi essenzialmente sotto il profilo filosofico ed economico, con i più o meno rilevanti risvolti letterari e soprattutto politici del caso, rilevabili da una produzione sterminata, della maggior parte della quale ci si limiterà, secondo l'opportunità, a fornire l'indicazione, concentrando qui l'attenzione sui lavori variamente e maggiormente significativi