Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Napoli. Storia della filosofia. Secolo XIX
anno
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1999
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pagina
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554
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Borrelli occupandosi di lessicografia, l'onere delle recensioni suddividendosi anche qui tra Raffaele Liberatore ed Emmanuele Rocco con interessi ovviamente in prevalenza eruditi e letterari, tra ì quali comunque non è mancata la segnalazione delle lezioni di filosofia Kantiana di Victor Cousin.
Trincherà imprende a criticare Vita e filosofìa di Tommaso Campanella di Michele Baldacchini dichiarandosi un uomo sconosciuto nella repubblica delle lettere, il quale per altro non giura nelle parole di nessuno ma liberamente pensa e liberamente scrive.
Essenziale rivendicazione morale, dunque, quella del Nostro, che lo induce a reputare lodevole ma mancato lo scopo di Baldacchini, corretto nella lingua ma insufficiente nello stile, esponente soprattutto, ancora una volta sulla traccia leopardiana dei Nuovi credenti, de la pedanteria di codesta turba avida di encomi e di Iodi ben pasciuta e di tondo pelo, quietistica, dommatica, aristocratica nei cui confronti la rivista di Tari farà il suo dovere [...] non cortigiana [...] non macchiata dalla vile adulazione [...] non ossequiosa [...] che solo innanzi al vero merito, tutt'altro che tale nell'opera di Baldacchini logicamente ed esteticamente sbagliata [...] come avesse paura di entrare in disamine e discussioni ma soprattutto perché in essa, e qui sembra di ravvisare alla lontana una prospettiva desanctisiana, che ritroveremo nel Nostro, nulla abbiamo noi ravvisato che ci metta d'innanzi agli occhi della mente il quadro del-lTtalia.
Trincherà non scriveva del resto esclusivamente nelle vesti di moralista più e meno generoso, o di più e meno rigoroso storicista, bensì in quelle di colui che stava per divenire, attraverso vicende che ameremmo poter conoscere meglio, il direttore proprietario della Rivista napolitana, arricchita di un bollettino notiziario bibliografico curato personalmente da lui,n) e nel quale plauso universale era tributato, per la sua splendida traduzione del corso di diritto civile del Duranton, forte già di cento sottoscrizioni, a Pasquale Liberatore aquila del nostro foro, uomo di fama veramente europea, mentre scorrettissima veniva reputata la versione napoletana del Gherardini del corso di letteratura drammatica dello Schlegel, e si rendeva omaggio al
9 Trincherà le avrebbe tradotte a Napoli nel 1842 con note del barone Pasquale Gai-loppi. Quanto alla Rivista napoli tana, il suo nome figura già nell'indice pp, 133-135 del secondo torno, allorché cominciano a collaborare Michele Tenore e Terenzio Mamiani, con una recensione stravagante a Di un raro caso di paralisi di Luigi Riccardi, che non si rinviene peraltro nel testo.
0 E perdo la rivista aggiungeva al tìtolo 11... e singolarmente di bibliografia trasferendo la tipografia da Agnello Nobile a Raffaele Trombetta.