Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Napoli. Storia della filosofia. Secolo XIX
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1999
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560 Raffaele Colapìetra
alla proprietà privata più o meno originaria ed intangibile22) indirizzi tutti gli sforzi della filosofia (sic!) [...] a ritrovare un giusto mezzo di contemperanza e di equilibrio tra il sistema della proprietà privata e della proprietà comune, per evitare il più che possibile i mali del dominio assoluto ed esclusivo dell'uno o dell'altro, e per procurare nel tempo stesso la prosperità durevole di tutto il corpo sociale.
Si direbbe, dopo non poche aperture interessanti, una conclusione che non conclude, se non propriamente una banalità, un eclettismo conciliativo fine a sé stesso: ma ci dobbiamo abituare a queste aporie di Trincherà, consentanee con ogni probabilità al suo temperamento non meno che alla laboriosa e composita formazione culturale.
Ne fornisce una conferma cospicua l'opera del 184523) che in certo senso fa da pendant filosofico all'assestamento economico, e più o meno morale e sociale, perseguito intomo a Pellegrino Rossi, e cioè le giunte del Nostro, sul cui sfondo ci sono da vedere Hegel e soprattutto De Sanctis, ma anche Galluppi e forse addirittura Platone, all'edizione napoletana per i tipi della stamperia del Fibreno, del Saggio sul bello o elementi di filosofia estetica di Vincenzo Gioberti.24)
H bello è in sé, non è oggettivo, come pensa Gioberti, non ha nulla a che fare con l'utile,25) l'arte non è un puro meccanismo e non può mutare,
lavori utili ...J La popolazione sempre e da per tutto si moltiplica in proporzione de* mezzi di esistenza e mai non cresce al di là. Questi, mezzi poi sono tutte le cose capaci di soddisfare i nostri bisogni .
Se Grazio, Pufendorf e Blackstone sono criticati per aver identificato la proprietà con l'occupazione dottrina falsa nella sostanza e a) tempo stesso senza alcun valore pratico , Montesquieu e Bentham lo sono per essere ricorsi ad una convenzione legale, che non crea i diritti ma li riconosce, li dichiara, li gestisce, anche se Kant e Fichte la fortificano in senso garantista con l'intervento del consenso generale.
* Dello stesso anno è la versione dal latino del Compendio delle antichità romane di Salvatore Aula, che in questa sede non ci interessa, ed e ristampato nel 1850 con moltissime aggiunte ed annotazioni del Nostro.
zfl Esce nello stesso anno una seconda edizione riveduta dall'autore, sempre per gli stessi tipi. Accanto alle giunte del. Trincherà, dedicate al fratello Giovanni, appassionato seguace del Gioberti, morto il 20 gennaio 1845, l'opera ne contiene altre, insignificanti, di Giuseppe Bertinarti, nonché una lettera di Carlo Troya al principe di Ardore in cui si loda l'abate torinese per aver difeso la tradizione romana contro quella longobarda e si precisano le idee rispettive intorno all'architettura gotica.
*9 Questa notazione apre peraltro la strada ad una sintomatica tirata moralistica contro gli scandali letterari francesi bestialità spaventevoli [<..]' messo- dall'uà de' lati il pudore e la verecondia, doti inseparabili da ogni onesto scrittore .