Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Napoli. Storia della filosofia. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <562>
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562 Raffaele Colapietra
l'opera, dopo un'ampissima esposizione dell'eccellenza della Bibbia, che chiude il circolo con Galluppi e Troya, si suggella adagiandosi nel più rassicurante conformismo lealista (H sentimento più profondo e più intimo dell'anima, quello che solo risponde all'idea dello spirito libero, e che si soddisfa in sé stesso, è l'amore religioso ).
Tutt'altro è da dirsi, e qui probabilmente l'eccitazione dell'ora fa aggio sulle inclinazioni temperamentali e sulla stessa piattaforma elaborata in delicato equilibrio tra economia e filosofia, per l'esordio propriamente politico del Trincherà, che si risolve in un autentico appassionamento, e su una pietra di paragone se altra mai stimolante, gli Ultimi casi di Romagna di cui il Nostro cura un'edizione napoletana (aprile 1846) con falsa indicazione di Malta e con l'aggiunta di poche osservazioni e di una proposta di riforma politica italiana.
Egli esordisce con fragore, negando di essere nemico di papa, preti e frati (che gli suscitano peraltro scandalo e ribrezzo a causa della loro mondana avidità e ambizione, perfidia e malizia) ma di ritenere illegitti­mo ed ingiusto il potere temporale, donde anche qui la ricerca di un giusto mezzo, che faccia giustizia così dei patriotri idrofobi alla Guerrazzi come dei moccoli e sagrestia a cui viene inopinatamente fatto ridurre l'illustre Gioberti.
Giusto mezzo è Azeglio, s'intende, ma Trincherà non esita ad impu­tarlo di sacrilegio per aver definito ingiusto il moto di Rimini ed a sbottare con impazienza (Mi son venuti in uggia i centomila predicatori della moderazione [...]. Io credo che tra i consigli efficacemente dannosi sia da annoverare in primo luogo quello della pazienza e della rassegnazione [...] morale del tutto snaturata e guasta educazione religiosa ,
Roma, prosegue animosamente il Nostro, combatte le ferrovie e più latamente il lavoro perché è logica, non può non essere cattiva, mentre Toscana, Torino e Napoli fioriscono, la linea ferrata della Puglia si accinge a raggiungere una capitale fidente in avvenire migliore, testimoniato dalla nuovissima illuminazione a gas, grazie al liberismo economico ed alla poli­tica d'indulgenza seguita nei confronti dei seguaci dei Bandiera e degli implicati nei moti abruzzesi e calabresi
testo sono tratte da Saggio cit, pp. 18, 43, 78, 168, 194, 201, 298 e 351 ma si vedano anche le pp. 70, 88 sgg., 113, 144, 323-340, 392-398, queste ultime particolarmente interessanti per l'adesione del Nostro alle idee giobertianc espresse nel Primato>, secondo le quali Leopardi avrebbe potuto superare il sensismo grazie alla virtù, anche questa un'involuzione spirituali­stica che non richiede commento.