Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Napoli. Storia della filosofia. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <563>
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Francesco Trincherà nella cultura napoletana del suo tempo 563
Di conseguenza, conclude Trincherà, essendo soltanto l'Austria ed il papa contrari all'indipendenza ed al miglioramento dell'Italia, quest'ultimo deve essere perseguito dai sovrani, sbarazzandosi della funesta influenza ecclesiastica, rinviando a miglior tempo l'indipendenza, che sarebbe stolto attendersi da loro, e sottraendo al papa, tale e null'altro che papa , tanto il regno quanto il governo, in nome di un ideale che da Dante e Campanella è pervenuto fino all'Arnaldo da Brescia fatto risorgere sulle scene da Giam­battista Niccolini.
Non c'è pertanto da stupirsi se, con queste idee per la testa, Formai notissimo intellettuale pugliese, entrato nel frattempo nella burocrazia, e divenuto capodivisione al ministero dell'Interno, incappasse in una reazione borbonica che veniva a colpire anche una certa evoluzione di quelle idee, donde il carcere a Castel Capuano nell'ambiente medesimo del venerato Antonio Serra, il confino a S. Maria Capua Vetere, l'esilio a Bruxelles procurato dall'intercessione del cardinal Cosenza, lo sbarco arbitrario a Genova, gli incontri variamente decisivi con Dragonetti e Cibrario, quest'ultimo patrocinato da Mancini, l'incarico di tenere un corso di eco­nomia politica a Saluzzo, il suo sviluppo e la sua pubblicazione nei due volumi del Corso di economia politica che nel 1854, per i tipi torinesi degli Artisti, segna il rientro di Francesco Trincherà nel campo della cultura militante.2
Esso non si rifa alle utopie dei novatori di mestiere ma s'indirizza ai figli del popolo affinché le verità economiche siano praticate come una necessità, come un dovere, un pedagogismo paternalistico che si ribadisce nel sottolineare la finalità eminentemente morale, poiché strumento di moralità è la ricchezza (sic!) dello studio dell'economia politica, subordinata alla filosofia scienza prima nelle forme e nei modi che il suo stesso
2) L'opera è dedicata ad Enrico Pcssina ed ai fratelli Giuseppe e Beniamino Trincherà, e, con data Torino 15 novembre 1853, raccoglie le lezioni cominciate a scrivere a Castel Capuano il 29 giugno 1852. La partenza da Napoli era avvenuta il 16 luglio dell'anno successivo con destinazione Marsiglia e prosecuzione ulteriore per Parigi ed il Belgio (si tratta di notizie ricavate in parte dalla monografia, dì cui parleremo in seguito, dedicata dal Nostro al Cibrario, nella quale si accenna anche al ruolo importante di mediatore rivestito dall'avvocato Cado Dionisotti ed alla cittadinanza sarda assunta in seguito dal Trincherà). Quest'ultimo aveva modificato verosimilmente le sue idee del 1846 se è Fondata la notizia di una sua intensa collaborazione a L'indipendente pubblicato a Napoli dal 4 dicembre 1848 al 31 marzo 1849 ma attualmente non consultabile perché non posseduto dalla Biblio­teca Universitaria e chiuso nelle casse dell'emeroteca da alcuni anni alla Nazionale {sicl). Tali idee tuttavia dovettero ulteriormente modificarsi in seguito all'incontro genovese con Luigi Dragonetti, le cui prospettive federalistiche e murattiane sono ben note.