Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Napoli. Storia della filosofia. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <564>
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564 Raffaele Colapietra
recente profilo storico illustra con efficacia, il riformismo settecentesco, l'abolizione del dispotismo, l'inserimento in una tradizione cristiana da affidare alla propaganda ed alla diffusione da parte dei parroci2 essendo del tutto infondata l'opposizione di principio bandita dalla Chiesa.
Fondata sull'economia domestica per l'utile morale, prosegue imper­turbabile il Nostro, questa scienza contribuisce alla rivoluzione umanitaria in corso quale fase ulteriore rispetto alla libertà formale già conseguita, aste­nendosi dal combattere il diritto di proprietà, naturale al pari di quello di famiglia, ma modificandolo secondo i bisogni presenti e futuri, magari rivitalizzando vecchi istituti come l'enfiteusi.30)
Avendo ben presente i vantaggi esclusivamente economici alla Palmieri della grande azienda e quelli politici, sociali e morali alla Beccaria della piccola, tenuto fermo il principio capitale della divisione del lavoro assodato da Smith, l'associazione di Genovesi e Gioia si delinea come il naturale sbocco dell'argomentazione di Trincherà, sempre contrarissimo a Malthus, ancorché con Rossi non si possa negare che l'economia politica sia emi­nentemente scienza della popolazione, fautore delle casse di risparmio e di un macchinismo ben inteso a beneficio dell'umanità, non alieno persino da una moderata ingerenza governativa soprattutto in una gran parte della nostra penisola ai primordi del suo risorgimento politico dopo di che essa va ritenuta né utile né fruttuosa né scientificamente dedotta da esatti principi e per giunta anche temibile nelle sue conseguenze.31)
Il discorso si è così circoscritto concretamente e fecondamente all'Italia, dove il governo borbonico, nota il Nostro, non mostra alcuna cura per i porti e per le acque, eccettuata l'utilizzazione industriale di quelle dell'Imo, del Samo e del Tiri, né per i vantaggi economici, politici e morali
Si tratta di un elemento squisitamente riformistico e murattiano che è superfluo sottolineare.
) Accennando qui ai problemi della distribuzione, che saranno trattati sistematica­mente nel secondo volume del Corso (il primo parla della produzione) Trincherà si rifa all'analisi del socialismo e del comunismo che da Gioberti è stata compiuta nel Rinnova-minto, il che conferma che sul piano teorico le loro idee continuano a collimare di massima, mentre politicamente divergono sul temporalismo ed in genere sul ruolo da assegnare al papa ma tornano a convergere nell'orizzonte federalistico.
3f) È appena il caso di rilevare l'interesse che rivestirebbe una lettura di queste idee del Trincherà, tra l'altro a proposito del lusso da giudicare a norma della legge morale ben al di là del vecchio dibattito settecentesco, in contrappunto a quelle che sull'attinenza del­l'economia politica col diritto e con la morale venivano ragionate nel 1858 in seconda edi­zione dopo quella giovanile del 1841 da Marco Minghctti, quale ministro dell'Interno alle origini del destino archivistico del Nostro e comunque collegato con lui da un'affinità di fondo non trascurabile.