Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Napoli. Storia della filosofia. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <569>
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Francesco Trincherà nella cultura napoletana del suo tempo 569
prendendo di persona la parola su II Diritto dove già Mauro aveva lanciato l'alternativa fra inizia riva sabauda e la rivoluzione repubblicana, e Conforti aveva confutato un timido tentativo di difesa di Bianchi Giovini su L'Unione bollandolo quale dispregiatore di Napoli e dei napoletani
Trincherà non poteva dunque tacere, e replicava il 12 ottobre 1855 con una seconda edizione del suo opuscolo36) ritirando le eventuali accuse personali, riconoscendo in Domenico Mauro l'antico e generoso campione di libertà da lui apprezzato, l'abbiamo visto, fin dai tempi della Rivista napolitana, ma rimproverando a De Sanctis di essersi volontariamente condannato all'ira con l'accusare tendenziosamente l'avversario di non sapere altrimenti difendere la causa di Murat che ricoprendo d'infamia il proprio paese.
Il Nostro respinge l'accusa tremenda che avrebbe autorizzato gli esuli ad esclamare, sono sempre parole di De Sanctis, Alla larga! Costui può ben essere uno de' devoti, ma, quando deve dire la sua, non riesce ad evadere a sua volta dai personalismi, La Cecilia che in realtà è il mag­giore spregiatore dei napoletani perché emigrato e deluso da gran tempo, Vincenzo Lanza, Filippo Capone, Caracciolo di Torella ed altri, che hanno firmato la più turpe, la più abbietta, la più degradante, la più vile dichiara­zione di schiavitù volontaria a Ferdinando II, e così via di seguito.
Non c'è che da confermare perciò quel che su L'Unione era già stato anticipato e ribadito da Trincherà, i liberali di Napoli furono e sono pochi di numero e perciò furono e sono insufficienti a rovesciare da sé soli i borbonici .
Vero è peraltro che rivolte parziali ormai indifferibili possono dal Mezzogiorno estendersi aUTtalia ed all'Europa, ed ecco perché Francia ed Inghilterra intendono prevenirle sradicando i Borboni mediante una soluzione murattiana tutt'altro che certa, ma senza dubbio possibile, ed anzi probabile per le condizioni onnipotenti dei tempi le quali ammoniscono, contrariamente a quanto proprio il Nostro aveva presagito a Cavour, che noi non abbiamo mezzi acconci a redimerci da noi stessi .37)
Sarebbe stato Giuseppe La Farina, a questo punto, ad intervenire con l'intransigente sabaudismo di Murat e l'unità italiana, a cui Trincherà repli­cava, chiudendo per patte sua la polemica, con L'unità italiana e Luciano
3 È quella da cui traiamo le notizie e le citazioni del teste.
37) E questa l'autentica conclusione politica della replica, non più che una stilettata de­clamatoria essendo la puntata finale a De Sanctis, che vorrebbe lodar troppo Napoli ed insultare Murat, dimenticando che la Patria si onora dicendo e praticando il vero, non con vane lusinghe e studiate menzogne.