Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Napoli. Storia della filosofia. Secolo XIX
anno
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1999
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pagina
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570
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570 Raffaele Colapietra
Murat re di Napoli) assai più fiacco e slombato nell'apologia fine a sé stessa del pretendente, al quale la Francia e ringhiltetra non si oppongono né si possono opporre trattandosi di giovamento al Piemonte e di beneficio per Napoli, dove, nota il Nostro, non si tratta di politica ma di umanità e giustizia, quella sventurata terra essendo oppressa da orde di manigoldi e ladroni nei cui confronti poco o nulla possono gli unitari rompicollo .
L'Inghilterra deve invece intervenire a Napoli, dove la rivoluzione è imminente e Ferdinando isolato tra i suoi svizzeri, né basta la sua abdicazione, per considerazioni di politica generale antiprotezionistica, nell'ambito della quale il buon ricordo di Gioacchino può essere valorizzato assai più e meglio che non la smania espansionistica di Vittorio Emanuele, che suscita ovunque forti resistenze, è impotente a risolvere da sola il problema e può essere travolta dalla rivoluzione.
Le cose sarebbero andate ancora una volta diversamente, né sappiamo a tutt'oggi attraverso quali vicende più o meno tortuose Trincherà sia approdato ad un lealismo sabaudo ed unitario così risentito da valergli il conferimento della cattedra di economia politica nell'università di Modena da parte del dittatore Farmi, che egli, nel discorso proemiale pronunziato il 21 marzo 1860 e subito messo a stampa, glorifica in modo espresso come colui che manodusse all'unificazione col Regno sabaudo questa nuova e splendida gemma delle gloriosa corona di Vittorio Emanuele II .39)
Il discorso, quanto ad esso, non ci sorprende certo con l'apologia di Serra e l'invettiva contro Carlo V che avevamo già letto altrove, con la libertà formale di cui le masse hanno mostrato di non saper che farsi (perche) vota ed infeconda de' prodigiosi benefici da essa sperati e tante volte invano promessi, con la nebulosa definizione dell'economia politica quale scienza della pace o dell'amor sociale , con l'ancor più sconcertante equivalenza tra la libertà e la potenza effettiva, con lo stesso quesito conclusivo, che echeggia dichiaratamente quello di Ferrara, quanto alla possibilità per l'economia politica di allargarsi al di là dello studio della ricchezza.
3*) Citiamo anche qui dalla seconda edizione arricchita da una appendice (il citato articolo di Bianchi Giovini), Torino, 1856, soprattutto pp. 6 sgg. (il precedente opuscolo, anonimo, recava Italia, 1855).
W Non giova certo a guidarci tra le accennate presumibili tortuosità 11 voluminosissimo Vocabolario della lingua italiana che il Nostro mette a stampa a Torino nel 1857 e che abbandoniamo all'altrui competenza come l'opera più significativa apparsa dopo i due opuscoli murattiani (ma non si trascurino scritti minori economici, assistenziali, demografici e sull'indennità parlamentare, che meriterebbero un esame particolare).