Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Napoli. Storia della filosofia. Secolo XIX
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1999
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Francesco Trincherà nella cultura napoletana del suo tempo 571
In realtà, anche a prescindere dal gratificante ma onerosissimo incarico archivistico, che apre per Trincherà un discorso radicalmente differente da quello fin qui condotto, egli non ha più nulla, o quasi, da dire a Napoli sotto il profilo economico, filosofico e latamente politico alla luce del quale lo abbiamo seguito fino all'unità, e ciò nonostante che il suo inserimento nel Gotha intellettuale della Napoli liberale fosse pronto e prestigioso, e tale rimanesse fino alla morte.40)
Si deve attendere intanto il 1864 perché, nel volume annuale degli atti dell'accademia di scienze morali e politiche41) appaia un suo scritto per noi, nel titolo e nel contenuto, largamente prevedibile Della economia politica presso i Greci o del primo momento della sua apparizione come sdenta nel mondo antico, la cui conclusione poco meno che lapalissiana è che l'economia politica degli antichi non avea pretensioni diverse da quella de' moderni, e che l'attenzione degli uni e degli altri fu ed è sempre rivolta sullo stesso problema, il problema del benessere sociale .
Il volume successivo 1865 contiene, pubblicati di seguito42) e presentato il secondo quale contributo ai lavori dell'accademia di archeologia, letteratura e belle arti, due medaglioni biografico-interpretativi che ci giungono anch'essi sotto ogni riguardo tutt'altro che nuovi, Di Antonio Serra e del suo libro e Sully e Colbert, da un lato l'esposizione dettagliatissima del Breve trattato e la rinnovata requisitoria contro le conseguenze nefaste del dominio spagnolo contrapposto alle opinabili libertà politiche di Venezia quali produttrici esemplari della ricchezza ed all'utopia repubblicana di Campanella maestro di Serra e di lui medesimo, presentato con acutezza, a parte le anticipazioni di Bodin e Boterò, come precursore del si-
w> II 17 aprile 1862 Trincherà era chiamato a far parte dell'accademia di scienze morali e politiche, di cui Pessina era segretario, insieme con Imbriani, Pisanelli, Nicola Rocco e Roberto Savarese, il quale ultimo rinunciava ed era sostituito da Augusto Vera. Il Nostro era annoverato nella classe di scienze politiche (nelle morali erano presenti Cousin e Brandis, nelle politiche Stuart Mill, Chevalicr e Mittermaier) tra i soci nazionali con Cattaneo, Manna e Sclopis, e reggeva la vicepresidenza dell'accademia nel 1863 avendo Manna come presidente, ed egli stesso la presidenza nel 1864, coadiuvato da Imbriani. Qualche tempo dopo Trincherà avrebbe assunto anche la presidenza del reale istituto d'incoraggiamento alle scienze naturali, economiche e tecnologiche, per conto del quale era stato, e lo vedremo nel testo, autorevole relatore.
*9 Accanto a Trincherà firmano Bertrando Spaventa sulle prime categorie della logica hegeliana, Antonio Tari sulla rimodernata istruzione scientifico-letteraria, Enrico Pessina sullo svolgimento storico della dottrina dell'espiazione quale fondamento del diritto penale. TI suo intervento occupa le pp. 98-122.
} Rispettivamente alle pp. 1-48 e 49-78.