Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Napoli. Storia della filosofia. Secolo XIX
anno
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1999
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573
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Francesco Trincherà nella cultura napoletana del suo tempo 573
auspicare addirittura l'intervento dello Stato per modificare la volontà del testatore, idee che Bakunin faceva circolare nella Napoli di quegli anni, ma dalle quali il Nostro è quanto mai remoto, se è vero che deplora in termini vivacissimi45) la mancanza nei concorrenti di ogni considerazione per il fenomeno religioso assunto nella sua complessità spiritualistica, una forbice nei confronti dell'anticlericalismo che si andrà accentuando nel Trincherà degli ultimi anni e che pone nuovi problemi.
Il principale tra essi, per quanto in questa sede meglio ci concerne, è peraltro rappresentato senza dubbio dall'opposizione veemente alla politica finanziaria e fiscale della Destra, dal corso forzoso imposto al riluttante Scialoia46) al macinato, che egli sottrae alle deplorazioni patetiche e demagogiche dei progressisti per inquadrarlo in una politica incenrivatrice che riprenda le idee da precursore di Broggia47) quando pareva che l'assolutismo alla fine avesse avuto coscienza della sua missione, di essere cioè la scuola della libertà tra l'altro, in nome dell'umanità e della filantropia, proporzionando il salario alla fatica, anziché squalificarlo come negazione della giustizia, al modo che taluni l'intendono .
45> H problema della pubblica beneficenza scrive Trincherà è uno dei più complessi e l'economia politica per sé sola riesce di necessità impotente a risolverlo dal momento che al misticismo esagerato del fanatismo intollerante e selvaggio si oppongono incontestabilmente constatazioni psicologiche e sociali ( Il dolore riceve la consacrazione più sublime ed insieme più commovente dalla religione, unico rifugio degli afflitti) che impongono di auspicare un clero illuminato, tollerante, benefico, amante del progresso e della civiltà e perciò in grado di promuovere e potenziare l'intervento salutare della religione .
*9 H Nostro vi ra indiretto riferimento sarcastico in Giovanni Laiv e gli economisti contemporanei apparso nel terzo volume 1867-1869 pp. 263-304 degli atti dell'accademia di scienze morali e politiche (Gli imitatori di Law non mancano tra noi e Dio di salvi da catastrofi uguali a quelle ch'egli produsse ).
47) Deplorando che solo Napoli Signorclli, e non Giustiniani nella sua mostruosa e informe compilazione , avesse fatto parola di Carlo Antonio Broggia economista napoletano (cosi suona il titolo della memoria pubblicata nel quarto volume 1869 degli atti dell'accademia dì scienze morali e politiche, pp. 1 -20), Trincherà esamina a fondo il Trattato delle monete ed il Trattato dei tributi stigmatizzando, in contrasto con la politica inccntivatricc da lui auspicata, una stolta e scellerata massima di più stolta e scellerata politica, cioè quella di tenere oppressa e misera la moltitudine per tenerla quieta donde soggezioni e vessazioni, ire, dispiaceri, querele, bestemmie, mala contentezza di tutti e forse ancora più tardi (Dio disperda il tristo augurio!) la rivolta e la più terribile e sanguinosa delle guerre, la guerra [civile! . Broggia, spiega il Nostro, fermissimo nel voler far gravare le imposte su chi deve per giustìzia subirle , non esitava tuttavia a proporre di sostituire all'anacronistico testatico il macinato contro cui con ipocrisia di un patriottismo che non si ebbe mai e con un mendace sentimento di umanità che non si sente, taluni sollevano la loro voce e accattano favore presso le moltitudini ignoranti od illuse ,