Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Napoli. Storia della filosofia. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <575>
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Francesco Trincherà nella cultura napoletana del suo tempo 575
quindi alla data 20 settembre 1873, pochi mesi prima della scomparsa del Trincherà.4?)
Al di là di formule che ricapitolano un'esperienza pluriennale, l'eco­nomia politica come scienza sociale attinente alla ricchezza e fondata sulla libertà del lavoro, i suoi limiti segnati da Rossi e le sue attinenze col diritto e con la morale precisate da Romagnosi* ChevaHer e Minghetti, questa sorta di testamento spirituale e culturale di Francesco Trincherà si segnala per la plasticità della forbice di cui dianzi si parlava, e che qui viene a sfociare in una vera e propria clamorosa, forse inevitabile ed insupe­rabile, contraddizione.
Abbiamo infatti da un lato gli ebrei, il cui governo teocratico militare ha avuto conseguenze disastrose perché negatore di ogni principio econo­mico, la ricchezza essendo valutata a scopo esclusivamente religioso, non industriale né commerciale, nell'osservanza pedissequa della Bibbia libro impregnato degli errori, più grossolani, delle massime più assurde ed insen­sate, epperò il più esiziale alla scienza che ci occupa compreso, s'intende, il Nuovo Testamento fascio di precetti assurdi, e che pure costituiscono l'ideale della vita cristiana, in urto e discordia con tutto il movimento economico della civiltà moderna [...] premiando ed approvando l'impreveg-genza, l'ozio e la turpe poltroneria.
Ma dal lato opposto si staglia il cristianesimo che appare per rompe­re i ceppi della schiavitù e dissipare le tenebre dell'ignoranza delle popola­zioni [...] per farle giungere a poco a poco all'industria intelligente, alla libertà e alla proprietà donde la necessità di operare non solo una pro­fonda rivoluzione sociale [...] ma pure un progresso immenso dello spirito verso la civiltà, il riconoscimento della natura sacra e religiosa del lavoro e
49) L'opera occupa l'intero primo tomo del decimo volume degli atti dell'accademia di scienze morali e politiche e presenta la dedica, mentre una seconda edizione in estratto ne è priva. In precedenza, il 27 ottobre 1870, Trincherà aveva letto e messo a stampa, sempre presso la tipografia dell'Università, un discorso commemorativo Della vita e delle opere del con/e Luigi Cibrario che gli rammentava episodi dell'esilio ma anche, lo sappiamo, una precedente ed autonoma attenzione culturale. Il Nostro, che figura socio della società reale di Napoli e presidente dell'istituto d'incoraggiamento, oltre che professore ordinario nelle università di Napoli e di Bologna, collocava il Cibrario alle origini del gran movimento politico del quale oggi appunto cogliamo l'ultimo e più gradito frutto, Roma, seguendone [l'attività fino all'opera storica principale, accesamente sabauda e patriottica, uscita nel 1869, Origini e progrèssi della istituzione della Monarchia di Savoia fino alla costituzione del Regno d'Italia ma ricordandone anche l'autorevole presenza politica, gli studi medievistici. che lo avevano colpito in gioventù, gli otta di verseggiatore, sino al paragone finale con Agricola, che presupporrebbe un po' azzardatamente in Vittorio Emanuele un Domiziano invidioso ed ingrato.