Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Roma. Storia politica. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <578>
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Francesco Verducci
Roma vive con singolare tranquillità il travaglio che investe il Paese: le ripercussioni sull'attività del Consiglio comunale sono minime. In realtà, nonostante siano lontane le tensioni sociali e gli scontri di piazza che funestano altre importanti città italiane, l'apparente immobilità nasconde una situazione politica in fibrillazione, che va sensibilmente modificandosi. Il sistema di potere imperniato sull'alleanza tra la parte moderata e conserva­trice dello schieramento liberale ed il raggruppamento clericale, appare logoro ed incapace di porre mano a quelle riforme strutturali della socialità cittadina che le fasce più dinamiche della società invocano con sempre maggior insistenza All'indomani delle elezioni amministrative del 1895,3) l'unità del fronte liberale si era frantumata irrimediabilmente. Pur avendo la maggioranza assoluta all'interno della deputazione consiliare, i maggiorenti del partito liberale avevano cercato un compromesso di governo con gli uomini della pontificia Unione Romana, nonostante durante l'intera campa­gna elettorale li avessero additati come pericolosi nemici della Patria. Sin dall'elezione del Sindaco la maggioranza viene ampliata trasversalmente, al punto da comprendere l'intera compagine clericale. Il liberale Emanuele Ruspoli, Sindaco uscente e Presidente della Congregazione di Carità,4) è confermato in carica con consenso pressoché unanime, ottenendo 65 voti sui 68 disponibili5) Successivamente, liberali e clericali si accordano per la formazione di un esecutivo eterogeneo,6) ma precluso alla componente democratica (radicale, repubblicana, operaia) dell'Unione liberale. I tentativi del Ruspoli di vincolare alla maggioranza gli esponenti più prestigiosi della
9 Non esistono pubblicazioni specifiche sulle elezioni amministrative romane del 1895. Ho cercato di ricostruirne le dinamiche e di analizzarne gli esiti nella prima parte della mia tesi di laurea, Le eledoni cit 1 risultali del voto confermano la forza elettorale del partito cattolico. Mediamente la lista dell'Unione Romana raccoglie circa 7.450 voti, a fronte di una media di 6.750 suffragi per 3 liberali. Tutti i 32 candidati clericali risultano eletti; per avere cognizione della portata di un simile risultato, basti dire che l'ultimo degli eletti tra le fila dell'Unione Romana, l'avvocato Salvatore Bugarini, si attesta sui 7.200 voti, conseguendo un risultato ragguardevolissimo, tanto da surclassare illustri liberali come Guido Baccelli (capo cordata della Sinistra costituzionale all'interno della lista liberale; 7.075 voti) ed Antonio Teso (6.698 voti)
*) Cfr. M. CASELLA, Democrazia socialismo movimento operaio a Rama (1892-1894), Roma, Elia, 1979, p. 128.
5) Atti del Consiglio comunale di Rama (d'ora in poi Atti Cons,) 1895, seconda parte, 1 luglio, pp. 4-7.
0 La Giunta municipale viene composta da otto liberali, di tendenza ministeriale conservatrice, e da due clericali I liberali sono Carlo Palomba, Enrico Cruciani AHbrandi, Enrico Galluppi, Mario Patrizza, Gaetano Koch, Romolo Tittoni, Prospero Colonna e Pompeo Coltallacci, per l'Unione Romana entrano in Giunta Francesco Saverio Bcnnucci e Mario Chigi. Cfr. Atti Cons. 1895, seconda parte, 5 luglio, pp. 15-20.