Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Roma. Storia politica. Secoli XIX-XX
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1999
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he elezioni amministrative romane del 25 giugno 1899 579
compagine radicale,7) con l'obbiettivo dì neutralizzarne la funzione di controllo ed opposizione, relegandola di fatto ad un ruolo di mera condiscendenza, non hanno esito. Pur rimanendo legati alle sortì dell'Unione liberale,8) repubblicani e radicali incalzano il governo cittadino da posizioni avanzate, rivendicando le istanze dei ceti proletari e meno abbienti, di classi sociali spesso abbandonate al proprio destino; la condotta battagliera ed incalzante, per nulla remissiva, dei consiglieri democratici, contribuisce a formare quella volontà di innovazione e cambiamento che segna le elezioni romane del 1899.
Mai prima d'ora le elezioni amministrative avevano assunto una valenza così squisitamente politica. Il tradizionale scontro tra il partito pontificio (clericale) ed il partito italiano (liberale) si consuma ancora una volta, ma con una variante nuova ed imprevedibile: la formazione di un terzo soggetto politico organizzato, l'Unione dei partiti popolari,9) in seguito
) Nella seduta consiliare del 5 luglio 1895, Ettore Ferrari viene eletto assessore supplente, con il favore determinante dell'Unione Romana. L'elezione suona come un contentino alla minoranza radicale, repubblicana, operaia, esdusa dagli accordi per la formazione della Giunta, e relegata ad un ruolo marginale. Assente alla seduta consiliare in cui viene proclamato assessore supplente, Ettore Ferrari invia in data 10 luglio 1895 una missiva al Sindaco Ruspoli, con la quale comunica il rifiuto della carica accordatagli dal Consiglio. La lettera in questione viene letta in seduta plenaria il 25 novembre, alla riapertura dei lavori dopo la pausa estiva: {) Eccellentissimo signor Sindaco, (...) Essendo completamente prevalsa nella formazione della giunta municipale la lista voluta dai clericali con i quali avevano parteggiato i liberali d'occasione contro l'altra schiettamente liberale, così che taluni Assessori venivano eletti con i soli voti dei primi: io, risultato eletto con l'astensione proteste di 22 schede liberali, sento di non poter in modo alcuno accettare un posto che mi viene concesso da coloro che sono leali, ma implacabili nemici di Roma italiana. (...) . Cfr. Atti Cons. 1895, seconda parte, 25 novembre, pp. 38-39. H tono della polemica esprime adeguatamente la distanza delle posizioni repubblicane dalla linea di condotta della dirigenza moderata dell'Unione liberale.
9 II 15 aprile 1898, il Sindaco e la Giunta rassegnano le dimissioni, in seguito alla mancata approvazione, da parte del Consiglio comunale, della Convenzione con là Società Anglo-Romana per l'illuminazione a gas ed elettrica. Dinanzi alla prospettiva di una crisi dai risvolti imprevedibili, la maggioranza fa quadrato intorno al proprio Sindaco (peraltro mai sfiduciato), il quale ottiene l'agognato nulla osta alla Convenzione. La stessa minoranza si adopera ordinatamente per la ricomposizione della crisi Ettore Ferrari, a nome del gruppo repubblicano, dichiara, che il disaccordo con la Giunta nella discussione del Compomcsso con la Società Anglo-Romana non sottintende la benché minima sfiducia verso l'operato del Sindaco. Lo stesso Nathan sottoscrive l'ordine del giorno Baccelli, con cui il Consiglio esprime piena fiducia nel Sindaco e nella Giunta, pregandoli di ritirare le dimissioni, definite inaccettabili. Cfr. Atti Cons, 1898, prima parte, 15 aprile, pp. 466-470.
9 Sulla genesi dell'Unione si veda M. CASELLA, / repubblicani a Roma, atta fine del secolo (1889-1900), in L'Associatfonssmo marmano. Aiti lìell'incoti/ro di studio (Roma, 13-15