Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Roma. Storia politica. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <580>
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Francesco Verducci
all'alleanza tra repubblicani e socialisti. Il partito italiano , che sotto l'egida dell'Unione liberale tradizionalmente raggruppava tutte le forze dell'arco costituzionale e parlamentare (ad eccezione del partito socialista), di fatto cessa di esistere; dopo la scissione repubblicana, ciò che rimane è un partito variamente liberale (di impronta fortemente monarchica, in cui convivono reazionari, conservatori, liberali moderati, liberali progressisti, radicali ed un manipolo di repubblicani legalitari), che perde il suo carattere esclusivo e determinante d'italianità. Al suo fianco, ma in netta contrapposizione, sorge un secondo partito italiano, quello popolare, dei repubblicani e dei socialisti, che all'anticlericalismo antepone le riforme sociali ed economiche. L'incontro tra repubblicani e socialisti viene promosso dall' Associa­zione Giuditta Tavani Arquati, uno dei circoli democratici più attivi della Capitale, espressione dell'intransigentismo repubblicano.10)
Un passo decisivo verso la cessazione degli equivoci e dei compromessi che hanno finora infestato le elezioni amministrative in Roma è stato fatto. Gli appar­tenenti ai partiti democratici, i rappresentanti della classe operaia, che finora per un malinteso sentimento di anticlericalismo hanno sostenuto coi loro voti la più ibrida delle coalizioni che potesse affermarsi in nome di pretesi principi liberali, hanno compreso finalmente che le loro forze sfruttate e nello stesso tempo sprezzate da chi se n'è giovato per scopi personali, devono essere dedicate al sostegno e possi­bilmente al trionfo dei candidati propri, con programma determinato, con azione vincolata dal controllo assiduo dei mandatari L'associazione democratica Giuditta Tavani Arquati che per il passato, con sacrificio anche eccessivo dei prìncipii politici, aveva dato il suo valido aiuto al trionfo delle varie liste liberali, raffazzo­nate onde affermare sul Campidoglio la "conquista intangibile" della monarchia dei Savoia, ha preso l'iniziativa. (...) w.11)
Il dispaccio del circolo repubblicano è quantomai battagliero; sotto la scorza dei proclami arcigni e risoluti, emerge però una sorta di sentimento liberatorio, quasi che l'aver preso la decisione di rompere con l'Unione liberale costituisse di per sé già un'importante vittoria, qualunque risultato elettorale ne potesse conseguire; la soddisfazione per aver riacquisito i propri prìncipii politici, e, in qualche modo, una nuova verginità politica, rappresenta un fattore di enorme importanza per la compagine repubbli­cana, tradizionalmente sensibile ai richiami ideologici, la cui stessa ragion d'essere è legata indissolubilmente ad una fòrte tensione etica e morale; in
novembre 1976), Roma, Istituto per la storia del Hisorgimcnto italiano-Comitato di Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1982, pp. 219-220.
1(9 M. CASELLA, Democrazia cit, p. 32.
'*) Per le ck:;i<>>u amministrative - Repubblicani e socialisti, in Avanti!* 4 maggio 1899, p. 3.