Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Roma. Storia politica. Secoli XIX-XX
anno
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1999
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Francesco Verducci
(...) i sa che il partito clericale, come sempre, si presenterà alle urne compatto e disciplinato: esso ha un solo comitato, VUnione Romana, al quale fanno capo tutte le agitazioni e le ambizioni elettorali II candidato che viene escluso non protesta, non si ribella, non crea imbarazzi, ma va a votare, tal quale gliela danno* la lista del suo partito. Nel campo liberale si fa precisamente l'opposto. I comitati si contano già a dozzine e ogni giorno ne spuntano dei nuovi: in quanto ai candidati poi, non ne parliamo: sono un vero sciame. Ciascuna gradazione del partito liberale ha le sue idee, i suoi intendimenti e vuole diventare il centro del movimento elettorale; e così, tra impiegati e negozianti, repubblicani e monarchici, socialisti e borghesi, operai e principali, riusciremo a mettere insieme un fiasco colossale, il cui significato non può sfuggire ad alcuno: si dirà infatti che il popolo di Roma è fedele sempre alla Santa Sede e che riconosce giuste e possibili le pretese di questa. E pensare che se il partito liberale lo volesse, potrebbe non solo vincere, ma stravincere. Basterebbe un po' di buon senso e un pizzico di vero patriottismo, qualche dozzina di comitati di meno e un pò* di unione e disciplina per tutti. (...) .33)
Le dimissioni dei membri repubblicani provocano lo spostamento verso posizioni conservatrici dello schieramento liberale; il contraccolpo della scissione investe in pieno la componente democratica dell'Unione, travolta anch'essa dalla valanga di accuse rivolte ai repubblicani. La scissione provoca tra le fila dei liberali un rabbioso sentimento di rivalsa nei confronti dei democratici, senza distinzioni; l'ala più retriva dell'Unione liberale riesce a sfruttare abilmente l'indignazione montante, e ad indirizzarla contro la componente radicale, fatta oggetto di violenti attacchi, in riferimento alla situazione politica nazionale, segnata dall'ostruzionismo dell'Estrema.
strafine in Roma (1870-1881), in Storia e politica, 1970, pp. 216-258. Sull'attività politica dei cattolici romani negli anni che interessano questa ricerca, si veda: M. BELARDINELLI, I cattolici rit Di notevole importanza, inoltre: GABRIELE DE ROSA, I conservatori nazionali Biografia di Carlo Santucci, Brescia, Morcelliana, 1967; FRANCESCO MALGERI, I cattolici e le elezioni amministrative romane del 1872, in Rassegna di politica e storia, 1963, pp. 19-27; M, CASELLA, Gli universitari cattolici romani dal 1894 al 1900, in AA.W,, Spiritualità e azione del laicato cattolico in Italia, I, Padova, Marsilio, 1969, pp. 149-310; M. CASELLA, Mons. Giacomo Radini Tedeschi, l'Opera dei Congressi e il movimento cattolico romano, in Rivista di storia della Chiesa in Italia, 1970, pp. 129-179; ID., Il cardinal Domenico Maria Jacobini (1837-1900), in Rassegna storica del Rssorgjmento, a* LÌX. (1972) ti. 4, pp. 557-617; M. BELARDINELLI, Movimento cattolico e questione comunale dopo l'Unità, Roma, Studium, 1979; F. MAZZONIS, Per la religione e per la Patria. Enrico Cenni e i conservatori nazionali a Napoli e a Roma, Palermo, Epos, 1984; A. CARACCIOLO, // Comune di Roma tra clericali e liberali nel perìodo Crispino, in Movimento operaio, 1954, pp. 275-302; ID., Roma capitale cit; M. CASELLA, he eledoni di:.; BENNY LAI, Finanze e finanzi eri vaticani fra l'800 e il 900, 2 voli., Milano, Mondadori, 1975-1976; F. MALGERI, La stampa cattolica a Roma dal 1870 al 1915, Brescia, Morcelliana, 1965; LUIGI DE ROSA, Storia del Banco di Roma, 1, Roma, Banco di Roma, 1982.
s*) Elezioni amministrative, in II Messaggero, 26 maggio 1899, p. 3.