Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Roma. Storia politica. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <586>
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Francesco Verducci
(...) i sa che il partito clericale, come sempre, si presenterà alle urne com­patto e disciplinato: esso ha un solo comitato, VUnione Romana, al quale fanno capo tutte le agitazioni e le ambizioni elettorali II candidato che viene escluso non protesta, non si ribella, non crea imbarazzi, ma va a votare, tal quale gliela danno* la lista del suo partito. Nel campo liberale si fa precisamente l'opposto. I comitati si contano già a dozzine e ogni giorno ne spuntano dei nuovi: in quanto ai candi­dati poi, non ne parliamo: sono un vero sciame. Ciascuna gradazione del partito liberale ha le sue idee, i suoi intendimenti e vuole diventare il centro del movi­mento elettorale; e così, tra impiegati e negozianti, repubblicani e monarchici, socialisti e borghesi, operai e principali, riusciremo a mettere insieme un fiasco colossale, il cui significato non può sfuggire ad alcuno: si dirà infatti che il popolo di Roma è fedele sempre alla Santa Sede e che riconosce giuste e possibili le pretese di questa. E pensare che se il partito liberale lo volesse, potrebbe non solo vincere, ma stravincere. Basterebbe un po' di buon senso e un pizzico di vero patriottismo, qualche dozzina di comitati di meno e un pò* di unione e disciplina per tutti. (...) .33)
Le dimissioni dei membri repubblicani provocano lo spostamento ver­so posizioni conservatrici dello schieramento liberale; il contraccolpo della scissione investe in pieno la componente democratica dell'Unione, travolta anch'essa dalla valanga di accuse rivolte ai repubblicani. La scissione pro­voca tra le fila dei liberali un rabbioso sentimento di rivalsa nei confronti dei democratici, senza distinzioni; l'ala più retriva dell'Unione liberale riesce a sfruttare abilmente l'indignazione montante, e ad indirizzarla contro la componente radicale, fatta oggetto di violenti attacchi, in riferimento alla situazione politica nazionale, segnata dall'ostruzionismo dell'Estrema.
strafine in Roma (1870-1881), in Storia e politica, 1970, pp. 216-258. Sull'attività politica dei cattolici romani negli anni che interessano questa ricerca, si veda: M. BELARDINELLI, I cattolici rit Di notevole importanza, inoltre: GABRIELE DE ROSA, I conservatori nazionali Biografia di Carlo Santucci, Brescia, Morcelliana, 1967; FRANCESCO MALGERI, I cattolici e le elezioni amministrative romane del 1872, in Rassegna di politica e storia, 1963, pp. 19-27; M, CASELLA, Gli universitari cattolici romani dal 1894 al 1900, in AA.W,, Spiritualità e azione del laicato cattolico in Italia, I, Padova, Marsilio, 1969, pp. 149-310; M. CASELLA, Mons. Giacomo Radini Tedeschi, l'Opera dei Congressi e il movimento cattolico romano, in Rivista di storia della Chiesa in Italia, 1970, pp. 129-179; ID., Il cardinal Domenico Maria Jacobini (1837-1900), in Rassegna storica del Rssorgjmento, a* LÌX. (1972) ti. 4, pp. 557-617; M. BELARDINELLI, Movimento cattolico e questione comunale dopo l'Unità, Roma, Studium, 1979; F. MAZZONIS, Per la religione e per la Patria. Enrico Cenni e i conservatori nazionali a Napoli e a Roma, Palermo, Epos, 1984; A. CARACCIOLO, // Comune di Roma tra clericali e liberali nel perìodo Crispino, in Movimento operaio, 1954, pp. 275-302; ID., Roma capitale cit; M. CASELLA, he eledoni di:.; BENNY LAI, Finanze e finanzi eri vaticani fra l'800 e il 900, 2 voli., Milano, Mondadori, 1975-1976; F. MALGERI, La stampa cattolica a Roma dal 1870 al 1915, Brescia, Morcelliana, 1965; LUIGI DE ROSA, Storia del Banco di Roma, 1, Roma, Banco di Roma, 1982.
s*) Elezioni amministrative, in II Messaggero, 26 maggio 1899, p. 3.