Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Roma. Storia politica. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <590>
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Francesco Verducci
da essa incarnati: la libertà, l'autonomia del Comune, l'abolizione delle leggi che ostacolano la libera iniziativa delle amministrazioni municipali, la diminuzione del potere esercitato dall'autorità tutoria, l'istituzione del referendum, infine il trionfo degli interessi collettivi sulle cricche e sulle camorre locali. (...) Viene quindi trattata largamente la questione delle opere pubbliche nei tre loro raggruppamenti, del governo, del municipio e delle banche. I servici pubblici, le tasse, l'istruzione pubblica, e la questione degli edifici scolastici, sono stati oggetto di altrettanti capitoli Speciali considerazioni ha avuto anche il propugnato risveglio agricolo ed industriale della città nostra. Chiude un'esposizione chiara e precisa di riforme e di proposte prati­che, logiche ed opportune. Il programma stampato in numero di quaranta mila copie è stato inviato a tutti i giornali cittadini, ai consiglieri comunali ed alle società operaie popolari. Da domani, rione per rione, sarà inviato a domicilio a tutti gli elettori**)
La presentazione del programma repubblicano e socialista toglie ogni margine di riuscita alle trattative per la formazione di un'unica lista anticleri­cale.
Nonostante le difficili condizioni, il comitato dei giornali liberali aveva impegnato le proprie risorse in un estremo tentativo di pacificazione.
Ancora il 7 giugno il Messaggero aveva scritto:
""jj
(...) tra 1 liberali vi è disunione, ma non e ancora perduta la speranza per un
possibile accordo. (...) Se, per ipotesi, le dimissioni dei radicali non venissero
accettate, resterebbe sempre libera la via per un accordo dignitosamente accettabile
da una parte e dall'altra. Una volta composta questa dissidenza, sarebbe poi facile
?ÌSì Unione liberale di accordarsi con gli altri comitati (...) per (...) preparare una Usta
unica.
Ed ancora, ammiccando ai repubblicani:
a Con la lista unica, non solo i liberali si assicurano la vittoria, ma possono anche imprimere a questa lotta elettorale un carattere amministrativo i cui termini precisi (...) verrebbero delineati in un programma da concordarsi A Roma, finora, nelle elezioni amministrative, non si è fatto altro che una questione di preti e non preti e parecchie zucche sono state portate in Campidoglio per la sola ragione che erano zucche liberali: si, U liberalismo è una condizione indispensabile, ma ci pare che non si debba[no escludere] altre qualità del pari necessarie per gli amministra­tori della capitale d'Italia .45)
0 Le eledoni amministrative. I partiti popolari, hi, 17 giugno 1899, p. 3, 4S> Elezioni amministrative, io II Messaggero, 7 giugno 1899, p. 2.