Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Roma. Storia politica. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <591>
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Le eiezioni amministrative romane del 25 giugno 1899 591
Le speranze del Messaggero vengono ben presto deluse. Nonostante la presidenza dell'Unione liberale torni sui propri passi, riaffermando in pieno la validità dell'art 2 dello Statuto (che impedisce ai soli clericali di aderire all'Unione) ed annullando di fatto la mozione del Santini,40) i repubblicani restano fermi nel proposito di presentarsi con i socialisti.
La pubblicazione del programma popolare cancella le ultime, resìdue, speranze di conciliazione. A questo punto, la tattica dei giornali cambia. Dopo aver sperato, insistentemente, in un riassorbimento dei repubblicani nell'alveo liberale, adesso essi puntano alla formazione di una lista patroci­nata dall'Unione liberale che comprenda elementi schiettamente democratici, in modo da apparire espressione di una compagine unitaria e rappresenta­tiva, nonostante tutto, dell'intero fronte liberale: in tale maniera sperano di aprire una breccia nello schieramento popolare, creando occasioni di dissi­dio tra repubblicani e socialisti, così da arginare l'esito elettorale della scis­sione. Da questo punto di vista, il corsivo della Tribuna è illuminante:
Più ci avviciniamo al giorno in cui debbono aver luogo le elezioni ammini­strative, più si accentua il lavoro di disgregazione del partito liberale. Pare quasi si faccia a posta, certo si fa a gara, a chi può meglio dividerlo. I clericali non potreb­bero desiderare di più. (...) È necessario ed urgente trovare un punto di raccogli­mento delle nostre forze per oppode a quelle degli avversari, il cui trionfo a Roma sarebbe politicamente, checché ne dicano certi radicali, una ignominia. Punto di raccoglimento: quale? Non c'è troppo da scegliere. (...) Restano: l'Unione liberale ed i giornali. La prima aveva accennato a deviare dal suo programma ed i secondi erano corsi al riparo rinnegandola. Ora è tornata sui suoi passi, ed ha riaffermato il suo Statuto, che prescrive, non doversi escludere dalla lista se non i clericali. I liberali di qualunque tinta hanno da trovarvi posto, e poco importa se una frazione dei radicali, facendo il giuoco dei preti, se ne è allontanata. (...) a.47)
Il 20 giugno, a pochi giorni dal voto, il Messaggero, fulcro della coali­zione dei giornali, fa il punto della situazione e prospetta la linea di con­dotta:
(...) siamo convinti (...) che quest'anno, per quanto una dolorosa scissione in seno al partito stesso liberale si sia già manifestata, preferendo i partiti avanzati far da sé, probabilmente pel gusto di contarsi, senza proposito delineato di vittoria, i clericali possano essere facilmente battuti, se gli elettori liberali vorranno accettare una unica lista di uomini di provata onestà e competenza, e votarla senza abban­donarsi come il solito a viete discussioni, a sacrifici, a sostituzioni di nomi sempre
*>> All'Unione liberale* in La Tribuna, 16 giugno 1899, p. 2.
*0 Per it eledoni amministrative, in La Tribuna, 19 maggio 1899, p.2.