Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Roma. Storia politica. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <594>
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Francesco Verducci
"L'Italia ci assicura di non averci rivolto insolenze. La ringraziamo della buona intenzione, ma avvertiamo la nostra consorella che le insolenze sono come le legnate: le sente chi le riceve e non chi le dà, L'Italia scrive: "Il Messaggero ó. chiede perché noi combattiamo la lista dell'Unione Liberale e non quella del­l'Unione Romana. La risposta è molto semplice. La lista clericale è addirittura inferiore alla nostra critica politica, noi la respingiamo in blocco per il suo signifi­cato apertamente ostile aD'itafianità di Roma". E noi rispondiamo che questa tattica del silenzio in favore dei clericali è pericolosa (...): (...) è indiscutibile che tacendo non si nuoce alla causa dei clericali, i quali sono disposti a insediarsi da padroni in Campidoglio anche se si sentono inferiori alla critica politica déH'ltafia. (...) Venia­mo -aNAvanti. Ecco che cosa scrive: Il Messaggero dice di non capire perché noi, in questi giorni di lotta amministrativa, critichiamo più i liberali che i clericali. Lo contentiamo subito: i clericali sono i despoti del passato; i liberali del presente. Questa spiegazione gli basta? No: anzi troviamo la spiegazione assai meschina. È verissimo che i clericali furono i despoti del passato, ma sono anche i candidati del presente, e se riescono, voi socialisti sarete i merli dell'avvenire (...) .53)
La differenza di tono usata da repubblicani e socialisti nelle polemiche contro i liberali è evidente: gli uni, divisi al loro interno e più sensibili alle sirene dell'anticlericalismo, usano toni sfumati e mai definitivi; gli altri individuano nei liberali il nemico di classe da combattere, e non hanno remore nel dichiararlo. Ad ogni modo, l'affiatamento che essi raggiungono è solido: Barzilai e Zuccari, per i repubblicani, Garzia Cassola,54) per i sociali­sti, tengono comizi congiunti nei rioni della città, per propugnare la lista e il programma dell'Unione dei Partiti Popolari55) Nel lavoro di propaganda si distinguono le donne, sia repubblicane sia socialiste, che costituiscono all'interno dell'Unione popolare una vera e propria Commissione Femmi­nile.5)
Il 22 giugno vengono pubblicati i nomi dei candidati popolari tra essi spiccano i repubblicani Ettore Ferrari, Pasquale Acquati, Ettore Soccd57)
53) Po temi che!te a vapore, in 11 Messaggero, 26 giugno 1899, p. 2
4 Sulla figura del noto giornalista socialista* si veda II. MEROLLA, Ganga Cassola, in Dizionario Biografico degli Italiani, voi. XXI, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1978, pp. 515-517, Altre utili notizie ìn II. COLAPIETRA, L Bissatati, Milano, Feltrinelli, 1958, passim; GIUSEPPE MAMMARELLA, Riformisti e rivoluzionari nel Partito socialista italiano 1900-1912, Padova, Marsilio, 1968, pp. 170, 189.
*9 Le elezioni amministrative. I partiti popolari, b AvantiI, 17 giugno 1899, p. 3.
* Alle donne, ivi, 29 giugno 1899, p. 3
s7} Sulle figure di Scori e Pantano, soprattutto in riferimento all'attività svolta in seno al movimento repubblicano capitolino, cfr. M. CASELLA, Democrazia cit, ad ìndicem; A.