Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Roma. Storia politica. Secoli XIX-XX
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Le elezioni amministrative romane dèi 25 giugno 1899 599
velia ri i plebisciti del popolo romano, che reclama la sua Roma e la Roma del mondo. Anche nella scorsa Domenica ottomila Romani hanno dichiarato che Roma è e deve essere dei Romani. L'Unione Romana non ha altro programma che questo: non ebbe mai altro che questo; non avrà mai altro che questo. Qui sta la sua forza e il segreto delle sue vittorie presenti e dei suoi trionfi futuri. (...).fi7)
Di tutt'altro tenore l'analisi della Tribuna'.
(...) E il momento (...) di constatare ancora una volta che malgrado la ferrea disciplina a cui si sono sottoposti i clericali, malgrado la compattezza dei loro voti, si ha la conferma di una verità, la quale in tanti anni dacché questa lotta si ripete, nulla ha insegnato ai liberali di Roma. E la verità è questa: che sopra quasi trentacinquemila inscritti, l'Unione Romana, fatti i massimi sforzi, esercitata l'influenza di cui è capace per tradurre (è la parola) i suoi seguaci alle urne, non può contare che sopra a poco più di settemila voti. Gli altri ventotto mila si dividono così: in diciassette mila neghittosi, i quali non meritano nemmeno il nome di astensionisti, perché l'astensione se risponde a un concetto determinato, è anch'essa azione; in undicimila liberali delle diverse tinte e gradazioni, i quali, pur essendo maggioranza sì sbranano a vicenda in nome della italianità; aprendo le porte ad una minoranza che il sentimento della italianità pertinacemente combatte. (...) .68)
Ciò che più colpisce, nel commento del giornale liberale, è la pertinace volontà nel non volere prendere atto di una separazione ormai consumata, irreparabilmente. La verità della Tribuna poggia su un presupposto errato: il convincimento che la scissione repubblicana sia poco più di un gioco, un pretesto per poter in futuro alzare il prezzo al momento di compilare nuovamente le liste. Ma la nuova condotta repubblicana, la strategia popolare, è qualcosa di infinitamente più ponderato e complesso di quanto la dirigenza dell'Unione liberale voglia credere: a placare le istanze popolari non può certo più bastare il sentimento d'italianità sbandierato dalla Tribuna. Di estremo significato, a tale riguardo, il commiato dell' Italia:
(*..) L'Unione liberale era, e continua a essere, come una calza di gomma, buona per tutti i piedi, per tutte le gambe, per tutte le zampe. Radicali, repubblicani, progressisti, moderati, conservatori, cattolico-clericali, e clericali mascherati, formavano una gran zuppa ... torbida e indigesta come l'acqua del Tevere. Ora i partiti popolari di Roma proprio nel presente momento politico del paese mentre dappertutto in Italia repubblicani, socialisti e radicali (dove questi ultimi sono genuini) scendono in lotta a bandiera spiegata, determinando un vero movi-
é"7) Le ek?ìnm amministrative* in JOssttvatore Romano, 28-29 giugno 1899, p. I. 68j j> eledoni di ieri a Roma, in La Tribuna, 27 giugno 1899, p. T.