Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1921
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Giovatami Sfotta
la nostra flotta occupare la cittadella d'Ancona in nomo del Santo Padre? N òn sarebbe a tal effetto necessario il chieder li-eenza; giaech?' il solo appoggio della flotta francese a Oivita-'3ehia, indicizzato al medesimo; scopo, giustificherebbe il con-:f di un principe italiano. Ella, può accertarsi che il fatto sonerebbe bene non solo in Francia, ma in quasi tutta Europa, e che agevolerebbe le condizioni della pace col comune nemico. Aggiunga che l'anarchia regnante in quella misera città, gli omicidi e i fatti atroci che la funestano, contribuirebbe a rendere legittima e pietosa l'occupazione.
Senza qualche fatto di questo genere che ci valga a guisa di merito presso i potentati sarà difficile l'aver Parma e Piacenza. Il Signor Drouyn mi promise di interessarvisi, e io non dubito della buona volontà d'un uomo cosi leale, ma egli aggiunse di non isperarlo in nessun modo, e ini confortò a de-porne il pensiero e a scriverne negli stessi termini allfE. V. Fece pure molta insistenza sulla necessità di affrettare la pace, di non irritare l'Austria cogli indugi, di non indurla forse a peggiorare le condizioni proposte, invece di migliorarle. Esponendo i sensi del Signor Ministro io sono semplice storico e lascio all'È. Vi il considerare se convenga al Piemonte il coàri sentire su questo articolo colle vedute del Gabinetto Francese. Ma qualunque sia la ripugnanza di questo a usar verso l'Austria persuasioni piò. efficaci, io non mancherò di rinnovare le istanze-. e le sollecitudini secondo gli ordini ricevuti da V. E.
I signori Lecchi e Dossi, illustri cittadini bresciani, mi scrissero una lunga lettera per raccomandare al nostro Governo l'infelice loro patria. Io ne scriverò con questo medesimo procaccio due parole al cavi Pinelli, che potrà esporre all' E* M particolari della cosà; ma nel tempo stesso non posso preterire di raccomandarle direttamente quella città generosa e infelicissima, che tanto fece per l'unione col Piemonte, e che sortì un esito sì lagrimevole per l'incredibile incuria del Ministero precedente ì
gradisca, Ill.mo Signor Presidente, i sensi della mia alta
considerazione.
GIOBERTI.
P. S. Le annunzio con mio sommo piacere che il signor conte Guido Borromeo consente a non lasciare'la diplomazia sarda e a conservare il suo posto in Parigi.