Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Umberto Marcelli
anno <1999>   pagina <604>
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604 Amici scomparsi
Il volume era il risultato di lunghe ricerche condotte in archivi nazionali ed esteri su carte e documenti spesso trascurati perché giudicati di poco conto, in realtà di rilevante importanza per dare completezza di immagine all'ope­rare di uno dei protagonisti indiscussi del Risorgimento nazionale. Quelli che Marcelli chiamava nell'introduzione gli scartini erano di fatto inediti significativi per comprendere le capacità diplomatiche dello statista che seppe imporre all'Europa la realtà di uno Stato italiano necessario all'equilibrio politico europeo .
Ancora come lezioni agli studenti nacquero le Interpretazioni del Risor­gimento s apparse come dispense nel 1959 (Bologna, Patron) prima, poi come saggi sulla rivista Convivium (n.s. IV e V, 1959) e più volte ristampate in volume (Bologna, Patron, 1962, 1970, 1975). In esse Marcelli poneva un problema di periodizzazione per dare risposta al quesito come, quando e se il Risorgimento si era espresso come nodo storico. Seguendo un per­corso interpretativo ancora oggi di attualità fra processi e difese del Risorgimento Marcelli sottolineava la continuità fra il periodo risorgi­mentale e quello post-unitario, affermando come il significato delle date assumesse valori sempre più sfumati man mano che di un periodo storico si approfondisce lo studio, e arrivava a concludere: Il problema dell'acqui­sizione dei valori perenni, radicati nel Risorgimento, da parte delle masse italiane venute alla vita politica per altre sollecitazioni ed altri miti, potrebbe pur sempre configurarsi come la migliore e più vera proiezione del Risor­gimento nell'età contemporanea.
Accompagnarono questi studi, altri volti ad indagare aspetti economici e sociali del bolognese in periodo di ancien regime e negli anni rivoluzionari (in parte riuniti nel libro Saggi economico-sociali sulla storia di Bologna dal secolo XVI al XVIII, Bologna, Patron, 1962) premessa al volume La vendita dei beni nazionali nella Repubblica Cisalpina (Bologna, Patron, 1967). In esso Marcelli, ponendosi sul piano di un riesame della storia economico-sociale, considerava il problema del Risorgimento attraverso l'aspetto delle mutazioni sociali conseguenti, o meno, alla vendita dei beni ecclesiastici e comunitativi dichiarati beni nazionali in età napoleonica, cercando di stabi­lire se, e come, si verificò, soprattutto per effetto della liquidazione del patrimonio terriero ecclesiastico nell'età napoleonica, un investimento di ricchezza mobile in terre, quale contrassegno economico-sociale della di­struzione dell3'Ancien Regime in Italia, e l'ascesa di ceti agricoli alla proprietà della terra, ponendosi come obiettivo quello di identificare se, e come, si fossero verificate, nello scorcio del XV IH secolo e agli inizi del successivo, le trasformazioni sociali che incisero sulla distribuzione delle terre e sulle forme della produzione agraria e determinarono la composizione di quella