Rassegna storica del Risorgimento
Commemorazioni. Umberto Marcelli
anno
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1999
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pagina
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608
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608 Libri e periodici
La Lanterna di Diogene esce durante la seconda Cisalpina, dopo la parentesi della reazione austro-russa. Nel primo numero (3 gennaio 1801) si dichiarano gli scopi del giornale: [... malgrado i confini, entro cui fu ristretta anche in questi ultimi tempi la libertà di produrre le proprie idee, sapremo sciogliere la verità da que' legami, con cui l'avevano cinta i satelliti della tirannia, sapremo sferzare il vizio, strappare dal volto degli ipocriti la maschera e diradare, quanto per noi si potrà, le folte nebbie dell'ignoranza e dell'errore (p. 109).
In un certo senso la Lanterna continua la battaglia politica portata avanti dal Giornale del Ticino, ma il tono è diverso. Innanzitutto viene meno quell'esasperato anticlericalismo che aveva contraddistinto il Giornale e mancano o sono molto smorzati gli attacchi alle persone e alle istituzioni. Evidentemente gli estensori si rendevano conto del mutato clima politico della Lombardia, quasi presagendo la svolta conservatrice e autoritaria che doveva verificarsi di lì a poco.
Dal punto di vista giornalistico i quattro numeri della Lanterna si presentano meglio di quelli, anche se più numerosi, del Giornale, soprattutto perché meno condizionati dalla vita municipale e più aperti all'informazione, con notizie provenienti anche dall'estero.
La riproduzione di questi due giornali, curata da Gianfranco De Paoli, costituisce un'operazione benemerita, prima di tutto perché di questi due fogli si era perduta la memoria e poi perché, grazie ad essi, si possono cogliere alcuni aspetti della vita pavese in due momenti particolarmente difficili della storia della città. Bene ha fatto, dunque, De Paoli a trarre dall'oblio queste interessanti testimonianze conservate, salvo qualche raro esemplare, unicamente a Pavia: la prima nella Biblioteca Universitaria, la seconda presso la Civica Biblioteca Bonetta. Una breve ma puntuale introduzione dello stesso De Paoli guida alla comprensione dei testi.
GIOVANNI PILLININI
GONTKER HEYDEMANN, Konstitution gegen Revolution. Die britische Deutschland- und Italienpolitik 1815-1848 (Pubblicazioni degli Istituti storici tedeschi di Londra, voL 36); Gottingen-Zùrich, Vandenhoeck Ruprecht, 1995, in 8, pp. 404.
Un'analisi comparata delle vicende risorgimentali europee può condurre senza troppa difficoltà a ricercare nella storia italiana e tedesca del XIX secolo tratti comuni e significative differenze. A partire dal 1815, infatti, si sviluppano al di qua e al di là delle Alpi culture e movimenti politici che si ispirano contemporaneamente ai principi liberali e all'idea di nazionalità. Come è noto, questi movimenti saranno al centro delle crisi politiche che si susseguirono tra il congresso di Vienna e le rivoluzioni del 1848 e che misero definitivamente in crisi il sistema degli stati europei.
Quello che lo studio di G. Heydemann introduce nella storiografia col suo lavoro è qualcosa di differente dagli approcci che muovono dai singoli casi nazionali e dall'esame di relazioni intemazionali bilaterali Sulla base di una inedita triangolazione egli ci presenta il punto di vista britannico sulle vicende italiane e su quelle