Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Umberto Marcelli
anno <1999>   pagina <610>
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610 Libri e periodici
accompagnava le richieste di riforme costituzionali. Con la rivoluzione siciliana del 1848, riforma costituzionale e integrità statale dei regni italiani diventavano due obiettivi della politica britannica non più conciliabili; di conseguenza veniva travolta dagli avvenimenti rivoluzionari quell'unità di morale e di interesse che era stato ideale guida dell'azione britannica. Su questa frattura ideale si concentra l'attenzione conclusiva dell'opera: nei moti rivoluzionari del 1848 in Italia e Germania le esigen­ze di riforma costituzionale finivano col mettere in discussione l'integrità degli stati, riaccendendo problemi geopolitici che, investendo le grandi potenze della questione del diritto d'intervento, avrebbero definitivamente compromesso l'impero asburgico e il sistema degli stati europei.
L'impreparazione e il malessere britannico di fronte al mutamento di scenario sembrerebbe incarnarsi nella missione in Italia di Gilbert EUiot, secondo conte di Minto. Questi inviato a Roma dal Lord Palmerston nell'autunno 1847, per costruire un rapporto di fiducia col pontefice volto ad ottenere un suo intervento sui cattoli­ci irlandesi, venne accolto in Italia come paladino del movimento liberale. Interlo­cutore autorevole delle monarchie della penisola, il lord del Sigillo venne coinvolto dall'accelerazione del movimento rivoluzionario, che lo condusse ad avere alcuni colloqui con i liberali italiani. Così, durante il suo viaggio in Italia, egli poteva rile­vare con stupore come a lui, in quanto rappresentante della Gran Bretagna, si ri­chiamassero, a Palermo come altrove, non solo i riformatori ma anche i rivoluzio­nari.
Anche la rievocazione di questa vicenda, nota agli storici italiani e studiata in particolare da Artom, Valsecchi, Barié e Curato (che nel 1970 ha pubblicato i do­cumenti della missione e i diari di Lord Minto), dimostra una notevole padronanza della storiografia italiana, come di quella inglese e tedesca, in un'opera che è arric­chita dall'uso di inedite fonti archivistiche del Public Record Office.
ANDREA CIAMPANI
LUIGI POLO FRIZ, La massoneria italiana net decennio post unitario. Lodovico Frapo/ìi; Milano, Franco Angeli Storia, 1998, in 8, pp. 368. L. 44.000.
Fare chiarezza nelle vicende massoniche di ieri, cosi come in quelle di oggi, non è semplice, per la facilità con cui estimatori e detrattori continuano, da quasi 300 anni, a creare una cortina di false informazioni, gli uni per demonizzare gli altri per esaltare l'Istituzione.
Polo Friz ha setacciato per lunghi anni archivi e biblioteche di mezza Europa con grande entusiasmo e passione. La ricostruzione storica che ne è risultata è pre­cisa e accurata. Aggiungiamo anche che è ben lontana da una certa immagine della massoneria che i pochi studiosi dell'Istituzione italiana da anni stanno cercando di sostituire con una più veritiera.
La sua storia inizia con l'unità d'Italia e pour cause. Solo da quel momento si può intatti parlare di una Istituzione organizzata sul territorio italiano. A partire dalla Restaurazione in Italia ci furono solo logge isolate e più o meno clandestine.