Rassegna storica del Risorgimento
Commemorazioni. Umberto Marcelli
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1999
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pagina
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612
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612 Libri e periodici
Una delle questioni più dibattute quando si affronta l'argomento massoneria riguarda il ruolo dei massoni nel processo risorgimentale italiano. Quale è stato il loro contributo all'unificazione?
Secondo Polo Friz questo contributo va limitato ai tentativi, ripetuti da Garibaldi nel corso degli anni Sessanta, di arrivare a Roma per farne la capitale d'Italia. Ad Aspromonte e a Mentana la presenza massonica non sarebbe stata casuale.
Grande il coinvolgimento dei massoni di tutta la penisola, nell'estate del 1870, per spingere il governo ad andare a Roma . Fu forse questa la prima volta che i massoni italiani si impegnarono coralmente avendo in mente un obiettivo comune.
Un po' poco per considerare tutto il complesso processo di unificazione nazionale un complotto massonico .
La massoneria si sarebbe strutturata negli anni seguenti acquistando forza e forse influenza, ma la conoscenza del suo faticoso inizio è di fondamentale importanza per capire il divenire successivo degli eventi. In quel primo decennio l'Istituzione cominciò a porsi quale centro di coagulo di una parte della classe dirigente dell'Italia unita, quella più direttamente legata alle esperienze della sinistra risorgimentale, che intendeva tener fermo il punto della laicità dello Stato e della laicizzazione della vita pubblica e che sentiva l'esigenza dell'allargamento del consenso a più ampi settori dei ceti medi e delle popolazioni urbane che si andavano politicizzando.
Il libro di Polo Friz è uno dei più documentati contributi per avvicinarsi alla complessa storia di questa Istituzione. L'A. ha costruito la sua ricerca partendo dal ricco fondo delle Carte Frapolli in suo possesso, che ha integrato con la documentazione rinvenuta in un incredibile numero di archivi italiani e stranieri,
ANNA MARIA ISASTIA
Idee di rappresentanza e sistemi elettorali in Italia tra Otto e Novecento. A.UÌ della tera giornata di studio Luigi Lusgatti per la storia dell'Italia contemporanea (Venezia, 17 novembre 1995), a cura di PIER LUIGI BAI.LI NI; Venezia, Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, 1997, in 8, pp. 470. S.p.
Il volume raccoglie gli atti del convegno, promosso nel novembre 1995, dall'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti su un tema, che ormai ha assunto un'importanza storica profonda, quello della rappresentanza e dei sistemi elettorali nell'Italia liberale. L'epoca trattata è quella post-unitaria fino all'avvento del fascismo ma lo studio e l'analisi del tema contengono lezioni ed indicazioni, valide anche per l'Italia democratica e tali da non poter essere ignorate in questi nostri anni, in cui le riforme da tutti auspicate e reclamate non possono essere realizzate se con un adeguato sistema elettorale.
L'introduzione del presidente dell'istituto organizzatore Leopoldo Mozzarelli si pone ben al di là del ruolo formale normalmente attribuito alle pagine di apertura. Nel riassumere, come dire, le coordinate del pensiero di Luigi Luzzatti, che con il suo archivio è l'elemento motore dell'attività dell'Istituto lagunare, mostra come il grande esponente della Destra fosse pensoso del dramma costituito dall'analfabe-