Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
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1999
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Le elezioni del Comune repubblicano a Roma 13
Del resto, non erano mancati segnali positivi in tal senso da parte di Pio IX, che più volte, fino ai primi del giugno 1849, si era espresso in favore del mantenimento dell'esperienza costituzionale. Successivamente, muterà tanto improvvisamente, quanto radicalmente parere.9)
La Restaurazione reazionaria ed imperita per dirla con Alberto Maria Ghisalberti10) chiuse qualsiasi discorso di continuità, bruciando le velleità di mediazione della generazione francese e costringendo quella gregoriana a servire altre amministrazioni, a dimostrazione che la crisi dello Stato pontificio avverrà per l'immobilismo ed il conservatorismo della classe dirigente ecclesiastica. Qò nonostante, per quanto fallito, il tentativo di quella generazione francese guidata da Armellini va studiato ed approfondito, non solo perché arrivò con successo a conciliare tradizione e innovazione nello Stato romano, ma soprattutto perché lasciò una eredità indelebile in uomini come Farini, Minghetti, Gualterio, Saffi e Luigi Pian-ciani, destinati a mostrare le loro capacità in futuro nello Stato italiano.
Abbiamo voluto tracciare, anche se succintamente, il quadro complessivo del progetto riformatore elaborato da Armellini, perché in tale contesto va necessariamente riguardata la vita del Consiglio comunale romano nel periodo repubblicano. La normativa elettorale e le modalità secondo le quali il voto per il Campidoglio fu espresso costituiscono una chiave di lettura fondamentale per comprendere analiticamente le varie tappe di un processo riformatore che vedeva appunto nel Campidoglio l'ultimo e più nobile scenario atto a conciliare tradizione e innovazione.
Va subito detto che il fascino del Campidoglio come centro propulsore di una Terza Roma del popolo, democratica e repubblicana, che risorgeva dalle radici della Prima Roma antica non poteva che essere travolgente, relegando in un cono d'ombra l'interesse per il Campidoglio come teatro del passaggio dalla Seconda Roma religiosa ad una Terza moderatamente laica. Sul piano storiografico, la vita del Comune romano nel 1849 è stata lungamente trascurata: se, tuttavia, appare comprensibile che i contemporanei non avessero piacere di ricordare nell'immediato vicende che riportavano ad una comune sconfitta di tutte le parti in campo, meno giustificato appare il disinteresse successivo, dove, come unica luce in tanto buio, brillano i tre volumi del 1886 dedicati dal cav. Luigi Pompili Olivieri, già
") A.M GHISALBERTI, Roma da Macigni a Pio IX. Ricerche sulla Restauratone papale del 1849-1850, Milano, 1958. Sulle posizioni espresse da Pio IX si veda in particolare il cap. TV, pp. 83-88.
io) In Archivio della Società romana di Storia patria, LXX11 (1949), pp. 159-178.