Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
anno
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1999
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pagina
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14
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14 Romano Ugolini
segretario generale del Senato e Comune di Roma , a 11 Senato romano nelle sette epoche di svariato governo da Romolo fino a noi colla serie cronologica ragionata dei Senatori dall'anno 1143 fino al 1870.n) Volumi che, pur con la genericità che appare dal titolo, restano tuttora preziosi. Potremmo citare ancora dei saggi di lungo periodo dedicati alla figura istituzionale del Magistrato romano, poco utili ai fini della presente ricerca, ma preferiamo soffermarci, dopo aver sottolineato ancora una volta l'importanza del saggio di Giumella del 1949 sugli ultimi giorni del Comune, sull'ampio lavoro di Marco Bocci del 1995 dedicato a II Municipio di Roma tra riforma e rivolutone (1847-1851).
H lavoro è bene impostato ed è basato su un importante scavo archivistico, condotto soprattutto su fonti mai sfruttate dell'Archivio Capitolino: è poi corredato da una appendice documentaria di notevole interesse. Come già mostra il titolo, teso a porre a confronto riforma e rivoluzione , la tesi di Bocci si pone in sintonia con l'impostazione che ho voluto dare al tema che tratto; devo anche dire che Bocci non approfondisce particolarmente la tematica elettorale, preferendo, come è giusto nei lavori pionieristici, offrire più un quadro generale dell'argomento piuttosto che soffermarsi analiticamente su ogni filone. Riprenderò quindi da Bocci, consentendo con la sua impostazione, l'affermazione che si debba partire dal motu proprio del 1 ottobre 1847 (reso pubblico il giorno successivo) per comprendere l'evoluzione successiva della normativa concernente il Municipio di Roma; mi limiterò ad arricchire la sua trattazione con i lavori usciti dopo il 1995 (in particolare il già citato lavoro di Severini su Armellini ed il fondamentale Carteggio di Vincenzo Pianciani con il figlio Luigi, curato da Stefania Ma-gliani) per poi concentrare la mia attenzione sulle elezioni comunali romane dell'aprile 1849.
La prima idea di affrancare il Campidoglio dalla secolare tutela governativa, che faceva del Senatore di Roma una carica puramente onorifica, è del gennaio del 1847: il 28, infatti, Vincenzo Pianciani scriveva a Luigi: [...] credo anche che si lavori per combinare qualche cosa sulla municipalità di Roma, giacché mi pare che si sia stabilita la massima che anche Roma debba avere una municipalità, e credo che la cosa sarà fatta come si conviene, usando quei riguardi che sono necessari in una capitale ove risiede il Sovrano, e dove il Consiglio municipale deve avere attribuzioni minori di quello che ha negli altri paesi.12) Il 1 marzo successivo fu
<> 3 vofl., Roma, 1886.
12) Vincenzo Pianciani al figlio Luigi cit., voi. Ili: 1846-1849, Roma, 1994, pp. 1292-1291