Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <17>
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JLe eledoni del Comune repubblicano a Roma 17
tratto, che la concessione dello Statuto e reiezione del Parlamento pontificio nel maggio del 1848 avevano posto il problema dell'adeguamento al nuovo indirizzo anche della legislazione municipale. Sappiamo anche se non possediamo il testo che Mamiani, nella sua veste di Presidente del Consiglio di Stato, ne predispose l'aggiornamento e che tale testo costituì Possatura del decreto del 31 gennaio 1849 della Commissione provvisoria di Governo degli Stati romani sull'ordinamento dei Municipi.
Prima di addentrarci nella disamina del decreto, converrà prima, a sco­po di chiarezza, tracciare un rapido quadro del contesto in cui fu emanato il provvedimento. Dopo la fuga di Pio IX, si costituì il 12 dicembre una Giunta di Stato composta dai Senatori di Roma e Bologna e dal Gonfalo­niere di Ancona Francesco Camerata. Dimessosi immediatamente il senatore di Bologna, fu sostituito dal concittadino Galletti. Fu dunque Tommaso Corsini, con Galletti e Camerata, a sciogliere il Parlamento pontificio, ma lo stesso Corsini, pur restando senatore di Roma, si dimise dalla Giunta di Stato per non firmare il decreto di convocazione dell'Assemblea costituente, costringendo il ministro dell'Interno, Armellini, all'artifizio di far firmare il decreto dal resto della Giunta e dall'intero Ministero. Fu il momento in cui cominciò a rifulgere apertamente la stella di Armellini: prendendo rapida­mente in mano le redini dello Stato, emanò immediatamente il 31 dicembre il regolamento esecutivo per le elezioni della Costituente, ma si guardò bene dal sostituire Corsini dalla Giunta di Stato, cercando e trovando un modus vivendi che salvaguardasse i sentimenti personali di devozione a Pio IX del Senatore di Roma.
Il 2 gennaio 1849 la Giunta di Stato lasciò il posto ad una Commis­sione provvisoria di Governo dello Stato romano dalla quale furono estro­messi i primi cittadini di Roma e Ancona e il rappresentante di Bologna; il 7 Armellini fece varare un provvedimento che esentava il Municipio di Roma dagli adempimenti elettorali per la votazione della Costituente, confe­rendo l'incarico ad una apposita commissione presieduta da Gabussi e composta da 29 persone di sicura fede democratica. Tommaso Corsini poteva cosi continuare a guidare il Municipio nel periodo di transizione senza dover superare troppi scrupoli di coscienza: lo fece fino alla fine del mese di gennaio, quando lasciò l'incarico e si ritirò in Toscana: le sue funzioni furono assolte dallo stesso Armellini, che troviamo così il 31 gennaio nella doppia veste di promulgatore ed esecutore per Roma della legge sul coordinamento dei Municipi,17)
tf) M SEVEWNI, Armellini cit, p. 162.