Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia sociale. Secolo XVIII
anno <1999>   pagina <19>
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Le elezioni del Comune repubblicano a Roma Ì9
carattere democratico, agile, poco dettagliata e destinata esplicitamente ad essere usata senza troppe pignolerie di carattere giuridico; la seconda era diretta filiazione del motu proprio pontificio e voleva garantire quel progresso graduale, senza scosse o cesure, che era negli intendimenti di Armellini e della generazione francese. Soffermandoci poi unicamente sulla legge per i Municipi, bisogna dire che essa era farraginosa e complessa burocratica­mente, offrendo sotto la pretesa della completezza e della precisione conti­nui problemi di interpretazione. Affronteremo, quando tratteremo delle elezioni di aprile, il più grave di tali problemi, tale da aver dato difficoltà già allora in sede applicativa.
Seguiamo al momento Yiter attuativo della legge: quale ultimo atto della sua permanenza al Ministero dell'Interno e nelle more del suo trasfe­rimento al Comitato esecutivo, Armellini non volle prendere il controllo delle elezioni del Municipio di Roma ed emise il 10 febbraio il decreto che le fissava all'I 1 marzo.18) In concomitanza, fece un atto ancor più significa­tivo: traendo spunto dal fatto che la Commissione elettorale per la Costi­tuente presieduta da Gabussi aveva terminato il suo compito e nella pre­sunzione che non avrebbe gradito restare in carica per il disbrigo delle questioni municipali, ne designò un'altra, di 21 membri, chiamata Commis­sione provvisoria municipale, dal carattere più marcatamente moderato, e la affidò ad un uomo di sua fiducia, Curzio Corboli. Nei fatti, Armellini manteneva la sua longa manus sull'arrirninistrazione capitolina, sostituendo Tommaso Corsini con Curzio Corboli (padre del più famoso Giovanni) proveniente dalla medesima generazione francese e convinto assertore del gradualismo moderato. Non dimentichiamo poi che Armellini restava Senatore provvisorio del Campidoglio.
In verità la Commissione provvisoria municipale si vide affidati subito due compiti imprevisti: gestire le elezioni suppletive per la Costituente e, soprattutto, dare attuazione al provvedimento adottato di restituzione dei pegni19) Il 25 febbraio, quindi, Curzio Corboli informò il Comitato esecuti­vo che a questa Commissione fin qui occupata indefessamente nella 1* e 2* elezione per rappresentanti del popolo, in mezzo alle quali è stata pure la non lieve fatica occorsa per la restituzione gratuita dei pegni, non è riuscito possibile il volger le sue cure agli atti preparatori per la elezione del Consi­glio comunale, tra i quali più specialmente le liste degli elettori e degli
IH) Monitore romano. Giornali Officiale della Repubblica, martedì 13 febbraio 1849, n. 13.
v. La commissione provvisoria municipale, per festeggiare l'apertura dell'Assemblea nazionale, aveva ordinato che a spese del Municipio fossero restituiti i pegni inferiori a 50 baiocchi, costituiti alla data del 27 gennaio. lui, 5 febbraio 1849, n. 5.