Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia sociale. Secolo XVIII
anno
<
1999
>
pagina
<
22
>
22 Romano Ugolini
zione, che avrebbe avuto il momento solenne delle assegnazioni nella cornice delle manifestazioni celebrative del 21 aprile (in realtà ciò avverrà il giorno dopo, 22), Corboli fece la sua parte: legò l'iniziativa alle elezioni e, prevedendo che il 15 non si sarebbe raggiunto il numero legale, fece sì che l'elettore del 19 aprile avrebbe trovato una seconda urna, gestita significativamente dal Circolo popolare romano, dove indicare nome e indirizzo della fanciulla povera e, aggiunta voluta dalla Commissione, nome e indirizzo di una famiglia povera. Si prese tuttavia una piccola vendetta: annunciò l'iniziativa con un bando affisso all'alba del 19 aprile, ma non lo firmò, rammentando al Triumvirato la sua mancata legittimazione.
Veniamo alle operazioni elettorali: è necessario premettere che useremo una terminologia moderna, onde evitare, in special modo, di affrontare le diverse accezioni che la Commissione offriva della parola Collegio. Le 52 parrocchie romane furono riunite in 12 sezioni, che componevano un unico Collegio: i seggi sarebbero stati posti, per la prima sezione allo Stabilimento dei Neofiti in via della Madonna de' Monti; procedendo poi progressivamente: la 2a a Palazzo Odescalchi, la 3a a Montecitorio, la 4a a Palazzo Galitzin, la 5a in una sala al primo piano di Palazzo Lancellotti, la 6a nell'atrio del Palazzo Doria-Pamphily a Piazza Navona, la 7a nella Sala terrena del Monte di Pietà, l'8a nel vestibolo dell'Università, alla Sapienza, la 9a a Palazzo Venezia, la 10a a Palazzo dei Conservatori in Campidoglio, Flla all'Ospizio di S.Calisto in Santa Maria in Trastevere, la 12a nella capitolare della Traspontina.28) Un'unica notazione sui seggi elettorali: l'uso di Palazzo Venezia fu chiesto formalmente a G. B. Castellani, rappresentante della Repubblica Veneta, che diede l'assenso.29)
H 3 aprile furono pubblicate le liste elettorali, fissando al 7 il termine per proteste e ricorsi:30) Corboli diede istruzioni precise agli incaricati dell'esame dei reclami. In particolare un punto ci interessa perché definito vi abbiamo già fatto accenno al di fuori della normativa: in un foglio intitolato Interrogazioni da farsi ai reclamanti delle liste elettorali pel nuovo Consiglio municipale si indicava di chiedere se sono nativi di Roma; in caso contrario domandansi se sono 10 anni che hanno domicilio costà. Altrimenti non possono far parte.31) Veniva colmata così una lacuna
28) Si veda il manifesto-invito, datato 12 aprile 1849, destinato a pervenire a ciascun elettore. Ivi, b. 2, f. 1.
29) iyi b. 2, f. 15. La lettera di Corboli è del 9 aprile. .JW, b. 2, L 1.
3>) Ibidem.