Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia sociale. Secolo XVIII
anno <1999>   pagina <23>
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Le e/esponi del Comune repubblicano a Roma 23
giuridica piuttosto pericolosa, che poteva permettere di far del Campidoglio, aperto alla Nazione, un doppione della Costituente, lasciando il solo ar­gine della possidenza. Al termine dei lavori degli incaricati, solo 136 furono i reclami accolti.32)
Il 10 aprile, una lettera del Circolo popolare preannunciava al Corboli l'indomani alle 11 una visita di alcuni delegati per concordare le liste. Cor-boli rispose confermando la disponibilità all'incontro.33) Lo Spada docu­menta l'esistenza di cinque liste, due del Circolo popolare e tre moderate.34) Rinviamo al lavoro di Bocci per le considerazioni sulle candidature;35) no­tiamo solo, ai fini del nostro discorso, che i moderati non avevano bisogno di inviare delegazioni.
Veniamo ora alle elezioni vere e proprie con il loro meccanismo piut­tosto farraginoso:36) la Commissione elettorale designò i magistrati che il 14 mattina alle 8 aprirono i seggi elettorali per la prima operazione da compie­re, ovverosia l'elezione diretta del Presidente, di due scrutatori e dei Segreta­rio del seggio. Soffermandoci solo sul Presidente, diremo che i magistrati entranti uscirono confermati dal voto, e cosi fu per Curzio Corboli, che si riservò l'aristocratica 2a sezione. Fece eccezione la sola 9* sezione dove fu eletto Presidente Giuseppe Napoleone Bonaparte, il figlio del principe di Canino: l'idea di fargli presiedere il seggio di Palazzo di Venezia denotava quanto meno una scarsa memoria storica ed era foriera di incidenti diplo­matici. H Bonaparte comunque il 15 mattina presentò le dimissioni, lascian­do il ruolo ad un meno paludato Giuseppe Ponsi.37) Un'ultima notazione: a Montecitorio tu eletto scrutatore Ugo Bassi, ma la sua elezione fu dichiarata nulla, non avendo egli i requisiti di residenza.
32) Ibidem. Una prima indicazione numerava in 132 i ricorsi accolti; una successiva e definitiva comunicazione la fissava in 136.
39 Ivi, b. 2, f. 15.
3*> G. SPADA, Storia della rivoluzione di Roma cit, voi. Ili, p. 385 e voi. X, docc. 18-24.
35) M. BOCCI, Il Municipio di Róma cit, pp. 92-95.
W I verbali delle votazioni avvenute nei giorni 14, 15 e 19 aprile sono in ASC, CP, b. 12. Sa di essi sono stati elaborati i dati che abbiamo posto in Appendice.
Ibidem. Nel 1 CoDegio fu eletto Luigi Salvati; nel 2 Curzio Corboli con 47 voti; nel 3 Giovanni Angelini con 80 voti (Ugo Bassi risultò eletto scrutinatore con 12 voti); nel 4 Andrea Pasquali con 112 voti; nel 5 Guido Romiti con 86 voti; nel 6 Adriano Ugo con 68 voti; nel 7 Domenico Bolasco con 112 voti; nel 8 Vincenzo Belli con 83 voti; nel 9 Giuseppe Bonaparte con 56 voti (dimessosi, fu sostituito con l'uscente Giuseppe Ponsi, secondo eletto); nel 10 Giovanni Paolo Muti con 102 voti; nell'I 1 Giovanni Costa con 82 voti; nel 12 Attilio Ricciardi con 60 voti. Da notare come Curzio Corboli abbia avuto la votazione più bassa: il 2 Collegio era decisamente il più conservatore e forse non e casuale che i suoi dati elettorali non siano disponibili e, già allora, i più reticenti.