Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia sociale. Secolo XVIII
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1999
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24
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24 Romano Ugolini
Il 15 aprile alle ore 8 di Francia, al suono della campana del Campidoglio, si aprirono i seggi per le votazioni effettive: allo scadere delle set ore previste, e cioè in vicinanza delle 14, fu chiaro che non si era raggiunto il quorum necessario del terzo degli aventi diritto al voto. Corboli dalla seconda sezione inviò una staffetta per avvisare i Presidenti delle altre undici sezioni di considerare nulla la votazione.
L'art 39 del decreto sull'ordinamento dei municipi prevedeva che la nuova votazione, senza più vincoli di quorum, dovesse avvenire nel termine non minore di tre, non maggiore di otto giorni: il 16 aprile, quindi, con un bando, Corboli fissò la nuova data, il 19 aprile, e ampliò l'orario di apertura dei seggi, dalle 8 di mattina alle 8 di sera. Sezioni, residenti, scrutatori e segretari rimasero invariati In prossimità della data decisiva, la stampa, che fino a questo momento non aveva dato il minimo segno di interessarsi delle vicende del Municipio, parve avere un timido sussulto: il 18, infatti, La Speranza dell'Epoca invitò i romani a non disertare le urne.
Venne dunque il 19 aprile: le sezioni si aprirono regolarmente alle ore 8 di Francia, dopo il suono della campana del Campidoglio. Si arrivò senza incidenti di sorta alle 8 di sera, sempre di Francia, quando chiuse e sigillate le urne, le dodici sezioni si riunirono in Campidoglio depositandole nella Sala della Lupa del Palazzo dei Conservatori. Il 20 mattina ebbe inizio lo spoglio dei voti che si concluse alle 10 di sera del 24. H giorno dopo, 25, vennero proclamati gli eletti.38) Soffermiamoci ora sull'analisi del voto, che abbiamo tentato di fare riguardando i verbali presenti nell'Archivio Capitolino. Tali verbali non sono omogenei e in alcuni casi danno conto dell'andamento delle operazioni elettorali, tralasciando le indicazioni di voto; mancano poi completamente i verbali della seconda sezione, quella presieduta da Curzio Corboli. Rinviamo ai dati riportati in Appendice l'analisi del voto delle giornate del 14 e 15 aprile; concentrandoci sulla votazione decisiva del 19 aprile, possiamo dire con sicurezza che votarono 3.745 romani su 15.176 aventi diritto, con una percentuale quindi del 24,68 .39)
Se poi ci riportiamo ai voti di sezione, possiamo dire di contare sui risultati di otto sezioni su dodici, che, fatti i conti, coincide anche con i due terzi dell'elettorato. Riferendoci alla media generale, 24,68, possiamo dire che solo due sezioni sono sotto tale quota, e cioè Montecitorio e Palazzo
M) Ivi, b. 4, f. 2.
M) Ibidem per il dato sui votanti; il numero degli aventi diritto al voto emerge dal verbale del voto del 15 aprile nel 7 Collegio (7w, b. 12). Il numero resta invariato per le elezioni del 19 aprile.