Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia sociale. Secolo XVIII
anno <1999>   pagina <26>
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26 Romano Ugolini
pili Olivieri era un tecnico dell'argomento, essendo stato fino a qualche mese prima segretario comunale. Si deve aggiungere che il tit II, art. 30 del motuproprio del 1 ottobre 1847 chiariva che il Consiglio di cento mem­bri nominava la Magistratura dal proprio seno...; tale specificazione ri­sulta assente nel decreto del 31 gennaio 1849. Si tratta di una implicita con­ferma del motu proprio precedente o di una voluta novità? Propendo perso­nalmente per la tesi dei cento consiglieri che eleggono nel loro seno i nove magistrati: agli argomenti citati a favore di questa tesi ne aggiungo un altro, forse più psicologico che reale: una legge che aveva la pretesa di essere esauriente e precisa, rasentando in molti casi la pignoleria, non avrebbe lasciato indeterminato il problema del 50 riservato ai possidenti: quale era la metà di 109? Comunque sia, una risposta precisa al problema non si potè avere, perché non si svolsero mai le elezioni suppletive per coprire i vuoti dell'Assemblea, ampliatisi anche a causa delle dimissioni immediate verifica­tesi nel numero di 6.45)
Il 26 aprile si adunò il Consiglio comunale, che procedette all'elezione di Sturbinetti primo eletto con 3.274 voti alla carica di Senatore di Roma e di Curzio Corboli, Antonio De Andreis, Alceo Felirìani, Federico Galeotti, Giuseppe Gallieno, Giuseppe Lunati, Giuseppe Piacentini e An­gelo Tittoni come Conservatori. Scoccava l'ora del delfino di Armellini, Francesco Sturbinetti, per il quale rimpiangiamo, forse più che per Tomma­so Corsini e Curzio Corboli, l'assenza di studi adeguati al personaggio.4 Grava su di lui l'ombra del comportamento tenuto, da Presidente del Parlamento pontificio, all'atto dell'assassinio di Pellegrino Rossi e, di più, il pentimento negli ultimi anni della vita. Resta il fatto che toccò a Sturbinetti riprendere e continuare quella via moderata alla democrazia che Armellini aveva tracciato: non è nostro compito riguardare a Sturbinetti senatore di
45) Monitore romano. Giornale officiale della Repubblica, venerdì 27 aprile 1849, n. 84. I sei dimissionari furono Carlo Emanuele Muzzarelli, Lorenzo Lezzani, il principe di Piombi­no Antonio Boncompagni Ludovisi, Michele Bclloni, Luigi Tonettì, Giovanni Toni. Il giorno prima, il Monitore aveva pubblicato i nomi dei 97 eletti.
*) Su Sturbinetti siamo ancora fermi al lavoro di G. CECCARELLI (CECCARIUS), Fran­cesco Sturbinetti senatore della Repubblica romana, in Roma, 1933, pp. 319-338; 419-440 ed alla confutazione di A.M. GHISALBERTI, A proposito di Francesco Sturbinetti in Rassegna storica del Risorgimento, XXI (1934), f. 1, pp. 183-185. Di estremo interesse, ai fini del nostro discorso, è la testimonianza di Filippo Antonio Gualtcrio, che ebbe la ventura di incontrare Sturbinetti a Genova nel maggio 1856, trovandolo ancora legato al programma che si reputava possibile presentare a Pio IX all'indomani della caduta della Repubblica Romana. Lettere inedite di Massimo d'Azeglio e Filippo Guatterio a Tommaso Tommasoni, a cura di G. TOMMASONI, Roma, 1885, pp. 252-253.