Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <35>
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La politica ecclesiastica e l'amministrazione capitolina 35
dopo i quali in Roma e nel territorio romano costituivano quasi la metà del latifondo.
Il 21 febbraio 1849, dodici giorni dopo la proclamazione della Repub­blica, l'Assemblea costituente votò la legge sull'incameramento dei beni ecclesiastici. Tutti i beni ecclesiastici dello Stato Romano, recitava in maniera apodittica il testo di legge, sono dichiarati proprietà della Repub­blica. La Repubblica Romana doterà convenientemente i ministri di Culto. L'applicazione di questa massima sarà attuata con apposita legge.6) Questo intervento legislativo, come dovrà accadere anche all'indomani di Porta Pia,7) era stato anticipato il 13 febbraio da un altro decreto della Repubblica, il quale proibiva sotto pena di nullità qualsiasi alienazione di beni stabili o mobili delle Case religiose e di altro qualunque stabilimento ecclesiastico, Casa Pia, e così dette mani morte.8) Con ciò si voleva impedire che gli ordini religiosi, prevenendo la bufera che si stava profilando ai loro danni, anticipassero le mosse del governo repubblicano e mettessero in salvo il salvabile con affrettate o fittizie alienazioni dei loro beni. E per dar nerbo a questo primo provvedimento, il 14 febbraio con circolare ai presidi delle province, il ministro dell'Interno Armellini ordinava che i superiori delle corporazioni religiose dovessero dare un esatto e circostanziato inventario di tutti i mobili comuni e preziosi, non che degli arredi sacri, e suppellet­tili, e di ogni altro bene o credito di sorta di loro appartenenza.9) Gli inventari, nonostante le rimostranze di alcuni superiori, come il padre guardiano dei Cappuccini di S. Maria della Concezione,10) furono compilati senza alcuna resistenza da parte degli interessati.11)
6) Bollettino delle leggi, proclami, circolari, regolamenti ed altre disposizioni della Repubblica Romana. Edizione ufficiale, volume unico, 1849, pp. 41-43.
7) Cfc. C.M. FIORENTINO, Chiesa e Stato a Roma negli anni della Destra storica 1870-1876. Il trasferimento della capitale e la soppressione delle Corporazioni religiosey Roma, 1996, pp. 25-27.
8) Bollettino delle leggi cit, p. 13.
9> Ivi, p. 20.
ia) Il religioso aveva addotto a sostegno della sua volontà di non volere ottemperare alla circolare ministeriale che i cappuccini pel proprio istituto non possono possedere, e neppure ritenere a semplice uso oggetto alcuno prezioso; e che la compilazione dell'inven­tario avrebbe comportato per essi un onere economico che non potevano assolvere (cfr. Carlo Felice da Milano al commissario del rione Colonna, Roma dal Convento, 19 aprile 1849, in ASR, Miscellanea Repubblica Romana 1849, busta 8, fase. 17).
0 Molti di questi inventari rogati, che fotografano la situazione del patrimonio mobi­liare delle chiese e dei conventi e soprattutto la loro suppellettile, sono conservati in ASR, Camerale HI. Chiese, bb. 1874 sgg.