Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <39>
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La politica ecclesiastica e l'amministrazione capitolina 39
Con il decreto del 14 marzo il governo della Repubblica dava mostra di moderazione verso le potenze cattoliche escludendo dai dettami della legge del 21 febbraio 1849 i beni ecclesiastici delle chiese e delle corpora­zioni straniere esistenti nel territorio della Repubblica.21) Questa misura riguardava principalmente la città di Roma, dove risiedevano diversi istituti e fondazioni di origine straniera, e sarà ripresa in maniera più ragionata dal governo italiano con gli articoli 23 e 24 della legge 19 giugno 1873, n. 1402, la quale estendeva a Roma la legislazione eversiva dell'asse ecclesiastico del 1866-67.22)
Con un secondo decreto del 14 marzo il governo della Repubblica adottava un'altra misura coercitiva nei confronti degli istituti religiosi, di­chiarandoli " incapaci di acquistare per qualsivoglia titolo, sia lucrativo, sia oneroso, tanto per atto tra vivi, che di ultima volontà.23) Questa misura realmente rivoluzionaria, la quale non sarà ripresa dalla legislazione ecclesia­stica dopo l'Unità, se fosse stata applicata nel medio e lungo periodo si sarebbe davvero rivelata esiziale per la vita delle corporazioni religiose, le quali al contrario anche dopo le leggi di soppressione del 1866-67 e del 1873 potranno ricostituire il loro patrimonio immobiliare e mobiliare sep­pure sotto una nuova e più moderna forma giuridica e sociale soprattutto attraverso i nuovi lasciti testamentari.
Un altro pericolo per le istituzioni ecclesiastiche si stava profilando con la Circolare ai Presidi delle Province del 19 marzo del ministro della Pubblica Istruzione Sturbinetti, prossimo a ricoprire la carica di senatore di Roma, il quale, in nome di un ragionato sistema di pubblica istruzione reclamato dalla civiltà attuale promuoveva un'inchiesta sulla organizza­zione scolastica nello Stato pontificio quasi totalmente in mano agli istituti ecclesiastici e particolarmente alle corporazioni religiose, lasciando intravede­re anche in questo campo l'intervento dello Stato per la laicizzazione di queste scuole.24)
Anche la politica sociale della Repubblica Romana stava prendendo consistenza con il decreto programmatico del 15 aprile, il quale stabiliva che una grande quantità dei beni rustici provenienti dalle Corporazioni reli­giose, o altre Manimorte di qualsivoglia specie, che in tutto il territorio della
2) ìvi 15 marzo 1849.
29 Cfr. C.M. FIORENTINO, Chiesa e Stato a Roma negli anni della Destra storica cit, pp. 325-356.
23) Monitore Romano, 16 marzo 1849. 2*) lui, 21 marzo 1849.