Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1921>   pagina <566>
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566 QiovtyM Sforna
passate fra i Principi di Monaco e la Casa dì }Voia, in vietò del giure di patronato e di vassallaggio.
Prego pertanto V. É. a mandarmi al più presto dei rag guagli copiosi ed esatti su questi vaili capi.
Mi permetterò in questo proposito di fare avvertire a V. 33; che l'articolo riguardante >i jprincipato di Monaco mi pare uno di quelli che non si possono ammettevi ffim; solo per principio di decoro, di umanità, di protezione verso quei miseri popoli che ci si diedero spontanei per fuggir la tirannide del loro Principe, ma eziandio per la special ragione del territorio, come quello che si trova chiuso dai Eegii Stati ed è, come dicono i Francesi, une enclave dei medesimi.
L'articolo 7 poi, per ciò che concerne lo scambio reciproco delle cittadinanze, sembra che contraddica in modo evidente alle antiche convenzioni fatte sotto Maria Teresa, col trattato del 1751, rinnovate e confermale in modo espresso dagli a*fci:)<f Vienna del 1815.
Nell'ultimo mio dispaccio io non osai avventurare un pa­rere sulla proposta fattaci dal duerno Francese intorno a Ge­nova; ma dono letti e meditati i capitoli Austriaci, mi risolvo che, se non può ottenersi una modificazione sostanziale di essi, qualunque partito, eziandio ròstóMoso, sia da anteporre all'infa­mia di; abbracciarli. Una tal pace sarebbe non solo la rovina della Gasa di Savoja e dèlie nostre istituzioni, ma porrebbe il colmo alle onte subite dalla Patria nostra. Né l'occupazione di Genova, sopravegliata non solo dalle nostre guarnigioni, ma dal­l'Inghilterra, e accompagnata da tutte quelle altre cautele che la saviezza di V, U saprà richiedere e ilGabinetto laGtée mi par disposto a consentire, conterrà gran pericolo; e se non altro avrà l'immenso vantaggio di abilitarci ad aspettare i be­nefizi! del tempo >. prolungare gli indugi, che tanto a noi pos­sono giovare, quanto nuocere al comune nemico. Ohe se in que­sto frattempo le armi Piemontesi concorressero a pacificare la Toscana o Roma* tma jpronfca e stretta lega da noi si/aeessé coi due Governi instauri deiìtalia eentaà8 il merito e la forza di tali imprese ri moverebbero vieppiù ogni riseli io dalla occupazione della arancia.
Gradisca, Ill.-mo Signor Presidente, i sensi delia, nula alla considerazione.
GIOBERTI.