Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
anno
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1999
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pagina
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45
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1M politica ecclesiastica e l'amministrazione capitolina 45
Uva che sarebbero stati nominati dei fabbricieri laici, responsabili dell'amministrazione delle offerte dei fedeli e sottoposti alla sorveglianza del rettore della chiesa alla quale ognuno di essi era destinato (art 4).40) Questo decreto, se era avversato da quegli ecclesiastici che avevano goduto fino allora di cospicue prebende, per contro incontrava il favore di una parte del basso clero, il quale finalmente sotto i bombardamenti francesi vedeva attuate dalla Repubblica antiche e mai dimenticate rivendicazioni sociali.
Fu forse anche per questo motivo che diversi religiosi risposero con sollecitudine all'appello del 29 aprile a firma del barnabita Alessandro Gavazzi, cappellano maggiore dell'esercito della Repubblica e membro del Comitato delle Ambulanze,47) rivolto a coloro tra essi, che non potendo altrimenti vorranno di loro opera giovar la Patria nella invasione dell'armi barbariche occupandosi gratuitamente dell'amministrazione dei sacramenti e dell'assistenza ai feriti, della questua per le vie della città al fine di giovare alle condizioni degli stessi feriti, o nell'apostolato di esempio e di parola per raddoppiare ovunque il coraggio durante la lotta contro gli sgherri del dispotismo, onde il Popolo Romano ne riesca colla gloria dell'antico suo nome .48)
L'apporto dei religiosi alla difesa della Repubblica fu, seppure in modo indiretto, rilevante, sia in qualità di infermieri nella cura dei feriti, sia per non avere essi ostacolato nella maggior parte dei casi, come invece accadrà vent'anni dopo in occasione del trasferimento della capitale a Roma, l'espropriazione dei loro locali per accogliere i dicasteri della Repubblica, le caserme, gli ospedali, e le case per i civili. Tali espropriazioni si intensificarono a partire dalla fine di aprile a causa dell'attacco francese e sconvolsero in poche settimane la vita della maggior parte delle famiglie religiose, le quali, peraltro, erano già preparate a un simile destino. Gli stessi locali claustrali già in precedenza destinati alla concentrazione delle corporazioni
49 Monitore Romano, 29 aprile 1849.
47? Il Comitato era stato istituito eoa decreto del 29 aprile e composto oltre che dal Gavazzi, dalle cittadine (secondo la pròsa giacobineggiante della Repubblica) Enrichetta Pisacanc, Cristina Trivulzio di Belgioioso, Giulia Paolucci, e dai cittadini Pasquali, Panunzi, Felidani, Sani, Menghcrini, Vivardi, Savorelli, Carlicci, Vannuzzi e Cletet. Il Comitato risiedeva in Campidoglio e doveva comunicare con l'Amministrazione di Sanità Militare, con il Municipio e con i ministeri della Guerra e dell'Interno {Monitore Romano, 30 aprile 1849).
8} ibidem. L'appello era datato 29 aprile 1849.