Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <46>
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Carlo M. Fiorentino
religiose, come ad esempio il monasteri di S. Maria in Campo Marzio e S. Marta, furono adibiti a ospedali.49)
Un ruolo di mediazione tra il governo della Repubblica e i religiosi dei diversi Ordini fu giuocato dal Municipio di Roma, le cui competenze di autonomia amministrativa nei confronti del governo centrale furono, invero, ancor più ridotte rispetto al recente passato; il ruolo del Municipio in questo ambito si limitò, come ha scritto Marco Bocci, a quello di mero esecutore delle incombenze materiale.5 Nonostante però questo ruolo limitato, il Municipio di Roma, che con il suo senatore Sturbinetti incarnava l'anima moderata della rivoluzione del 1849, gli autoctoni che si contrappo­nevano ai radicali non romani vicini al Triumvirato,51) esercitò attraverso la Commissione di Sanità, una delle quattro branche in cui era suddivisa ramministrazione municipale, una certa autonomia rispetto al governo centrale nell'adibire e nel gestire, con il consenso dei religiosi stessi ai quali in qualità di infermieri era risparmiata l'evacuazione o la convivenza forzosa con la truppa, diversi conventi ad ospedali piuttosto che destinarli ad altri usi.52)
Oltre agli ospedali di S. Spirito, dei Pellegrini alla Santissima Trinità, di S. Giovanni in Laterano, di S. Gallicano, di S. Giacomo, dei Fatebenefratelli all'Isola Tiberina, e dei conventi di S. Martino ai Monti, S. Pietro in Monto-rio e di S. Teresa a Porta Pia, la cui gestione era in mano alla Commissione sanitaria militare, organismo sotto le dipendenze dei ministeri della Guerra e dell'Interno, il municipio di Roma potè adibire a case di soccorso e atti­varne e curarne direttamente la gestione a partire dal 29 aprile il palazzo del S. Uffizio, il convento di S. Maria della Scala, l'ospedale di S. Giovanni dei Fiorentini e la canonica di S. Maria Maggiore,53) e nelle settimane successive i conventi di S. Maria in Vallicella, di S. Alessio, di S. Gregorio al Celio e di altri edifici claustrali ancora. In alcune occasione furono gli stessi superiori degli Ordini religiosi a rivolgersi al Municipio perché prendesse sotto la sua tutela il proprio monastero, come ad esempio nel caso di S. Cosimato,
455 Ivi, 2 maggio 1849 (decreto del 1 maggio 1849).
50) M. BOCCI, Il Municipio di Roma tra riforma e rivolutone (1847-1851), Roma, 1995, p, 101.
si) Jpìì pp. 92-93. Si veda anche CECCARIUS [Carlo Ceccarelli), Francesco Sturbinetti se­natore della Repubblica Romana, in Roma, XI (1993), pp. 319-338 e 419-440.
5 ASC, Consigli Generali, voi. 2, p. 23 (seduta del 27 aprile 1849).
53) M, BOCCI, Il Municipio di Roma tra riforma e rivoluzione cit p. 101.