Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <47>
immagine non disponibile

La politica ecclesiastica e l'amministrazione capitolina 47
abbandonato dalle monache a causa dei bombardamenti francesi, per garantire in ispecie da ogni deperimento o dispersione il prezioso archivio e i dipinti che vi sono ,54) o dei camaldolesi di S. Gregorio al Celio, i quali, come ricorderà all'indomani della caduta della Repubblica Romana il presi­dente della Commissione di Santità Alceo Feliciani, si offrirono per l'as­sistenza dei feriti, e meglio ancora per averne presso di loro un certo numero in modo da scansare, proprio alla stessa stregua degli agostiniani di S. Agostino e dei minimi di S. Francesco da Paola, il pericolo che il loro monastero potesse essere destinato dal governo della Repubblica ad ospitare la truppa.55)
Diversamente dalla Commissione di Sanità, che potè esercitare un ruolo attivo nell'amministrazione dei beni ecclesiastici, quella di pubblica istruzione non provò nemmeno a rivendicare i locali claustrali per adibirli a scuole, visto che per l'istruzione media e superiore la Repubblica intendeva riservare a sé ogni competenza, mentre per quella elementare il Comune era subentrato al controllo dei maestri regionari, una sorta di istruzione privata o semiprivata fino allora sottoposta al controllo del Vicariato di Roma.56) L'assenza di qualsiasi rivendicazione del Municipio di Roma dei locali e degli istituti d'istruzione in mano ai religiosi, anche quelli di grado elemen­tare, come sarebbe stato nelle sue competenze, è attestata anche dalla sospensione delle sedute della Commissione di Istruzione pubblica, come ci attesta il volume dei verbali che termina l'8 ottobre 1848 per poi riprendere il primo ottobre dell'anno successivo, quando da tre mese la Repubblica era caduta.5?)
Se vi fosse stato il tempo di attuarla, un ruolo decisivo sarebbe stato attribuito all'amministrazione municipale dalla disposizione del 15 aprile, con la quale si intendeva assegnare in enfiteusi ai contadini poveri i latifondi delle corporazioni religiose. Ogni municipio, infatti, avrebbe dovuto indivi­duare le famiglie di contadini a cui assegnare il fondo in enfiteusi. Tale
*fl ASC, Archivio comunale pontifìcio (1847-1870), Congressi di Magistratura, voi. 2 (1849), pp. 274-275.
M) ASC, ivi, Verbali dei Congressi. Se Sanità, voi. 108 (1849).
56) Sulle scuole regionarie, previste da Leone XII con la bolla Quod Divina Sapientia del 5 settembre 1824 e dal successivo Cigolamento del 26 settembre 1825, si veda E. FORMIGGINI-SANTAMARIA, L'istruzione popolare nello Stato Pontifìcio (1824-1870), Bologna-Modena, 1909, passim; e, sulla loro persistenza anche alla vigilia e dopo il Venti Settembre, C.M. FIORENTINO, Chiesa e Stato a Roma cit., pp. 428-429.
È?) ASC, Archivio comunale pontificio (1847-1870), Verbali dei Congressi. Ses Istruzione Pubblica, voi. 98 (1849).