Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <50>
immagine non disponibile

50
Marco Boeri
sulla carta. Nel corso del '48, inoltre, i vari tentativi di migliorare la condu­zione degli appalti, la gestione della nettezza urbana o della sanità, dovettero fare i conti non solo con la giovinezza dell'istituzione e l'inesperienza dei rappresentanti, ma spesso anche con gli ostacoli frapposti dai preesistenti apparati ecclesiastici. La nascita della nuova amministrazione fu tuttavia avvertita, sia dalla popolazione che dai ceti medi, come una concessione di grande importanza e venne accompagnata da un vasto e interessante dibat­tito sulla stampa dell'epoca.
E certo gli aspetti innovativi furono di rilievo: se si esamina la compo­sizione dei cento consiglieri chiamati dal pontefice nell'aula capitolina sotto la guida del senatore principe Tommaso Corsini, ci si accorge che la rappre­sentanza si era finalmente aperta a quell'elemento borghese, presenza co­stante nel biennio '48-'49, destinato a divenire fondamentale nell'attività quotidiana di elaborazione teorica e realizzazione pratica dell'amminis tra­zione. Non tardò così a delinearsi in aula un gruppo pilota di ispirazione liberale moderata, formato per la gran parte proprio da elementi del ceto medio, provenienti soprattutto dal mondo delle professioni, responsabili di tutti i più interessanti progetti di riforma, realizzati o meno, della macchina burocratica cittadina Era in realtà un gruppo che conteneva al suo stesso interno i germi della propria debolezza, visto che la presenza borghese a Roma appariva in generale assolutamente disomogenea e, nel caso speci­fico, trovava un suo motivo di unità quasi soltanto nella adesione al pre­sunto programma riformista di Pio IX e aveva adottato quali propri punti di riferimento le posizioni di Gioberti o, nei casi più avanzati, quelle di Mamiani.
Ho ritenuto necessaria questa premessa poiché il ruolo del Cam­pidoglio nel corso della Repubblica Romana è comprensibile solo se si considera la sua vita nella prima metà del '49 come tappa di un percorso riformista iniziato proprio sullo scorcio del '47 e terminato, dopo aver vissuto il suo periodo migliore fino all'ingresso in città delle truppe fran­cesi, il 25 gennaio del 1851. In quella data un editto della Segreteria di Stato, pur non riuscendo a far morire del tutto la municipalità, ne limitò grandemente le attribuzioni riducendone nel contempo le disponibilità finanziarie.
Repubblica Romana e municipalità riformata: quali furono, dunque, le relazioni tra questi due termini del problema? Quale fu la funzione ricoperta dal Municipio nel corso dei drammatici eventi che scossero Roma e quali, infine, gli effetti che la rivoluzione ebbe sul Campidoglio?
Sono convinto che la chiave di lettura sia proprio in quell'aggettivo, riformato, che continua, anche nel '49, a rappresentare l'essenza della