Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
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1999
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Tf Municipio riformato e la Repubblica Romana 51
municipalità capitolina. Questa infatti, pur di fronte a una città che accolse i protagonisti più radicali della lotta d'indipendenza nazionale, seguitò a caratterizzarsi per la presenza del gruppo pilota cui ho fatto cenno.
Parte degli esponenti di questo gruppo erano in realtà usciti dall'aula, e talvolta da Roma, all'indomani della fuga del pontefice oppure poco dopo la nascita del governo provvisorio, non condividendo la radicalizzazione delle posizioni e l'apertura all'elemento democratico. La prevalenza riformista non era dunque più netta come in passato: le elezioni del 19 aprile, avvenute in seguito all'emanazione del decreto che il 31 gennaio aveva sancito l'eleggibilità delle rappresentanze municipali, pur escludendo dall'elettorato attivo i ceti inferiori, avevano aperto le porte dell'aula a personaggi più genuinamente repubblicani, tra i quali Alceo Feliciani, Michelangelo Pinto, Mattia Montecchi, Ciceruacchio, al secolo Angelo Brunetti.
Tuttavia, la vera guida della municipalità rimase nelle mani dei moderati, in alcuni casi già presenti in quella quarantottesca.2) Tra le figure protagoniste di questa fase spicca senz'altro il nuovo senatore, l'avvocato Francesco Sturbinetti, già popolarissimo e attivo componente della giunta precedente, nella quale era stato responsabile della Divisione di Acque e Strade, nonché ministro di Pio IX, presidente del Consiglio dei Deputati al momento dell'assassinio di Pellegrino Rossi, deputato della Costituente e comandante della Guardia Nazionale. Questi, che ebbe il maggior numero di voti nelle elezioni, fu certo il simbolo più rappresentativo di quel mondo delle professioni maggiormente consapevole della necessità di una seria opera di riforma del governo e dell'amminis trazione pontificia e, con tutta probabilità, più propenso ad abbracciare gli ideali di indipendenza nazionale e pagò, seppur con un moderato esilio nella vicina Frascati, la sua partecipazione alla Repubblica.
Al suo fianco troviamo il collega Giuseppe Lunati, al quale fu affidata la gravosa incombenza di occuparsi delle finanze comunali, mentre tra gli altri mi limito a citare Giuseppe Piacentini e Federico Galeotti, che completano, assieme ai primi due, il ristretto gruppo che resse la Commissione centrale, organismo chiamato a rappresentare una sorta di continuità con le istanze amministrative emerse in precedenza.
È il caso di precisare, con riferimento al corpo sociale presente in aula, che i risultati delle elezioni di aprile consolidarono la presenza della borghe-
Fu Luigi Carlo Pasini, ne Lo Stato romano dall'anno 1815 al 18SO, Firenze, 1853, voi. ITI, pp. 358-359, a rilevare come, pur di fronte a una generale perdita di influenza, i moderati continuassero a prevalere nelle rappresentanze municipali dello Stato.